Sport

Milano salva la faccia, Roma scudetto del gioco

Riccardo Signori
21 maggio 2018

Mauro Icardi

Finalmente il campionato di serie A è finito. Stava cominciando a diventare stucchevole fra occasioni mancate e illusioni perdute. Ad eccezione della Juve (parliamo solo di calcio in Italia, non in Europa) non c’è squadra che non abbia buttato chances di fare meglio e non possa avere qualche rimpianto. Forse soltanto l’Atalanta (voto 8) può sorridere come gli juventini: è stata grande in Italia e in Europa.

Tiriamo un po’ di somme. Milano, intesa città del calcio (voto 6 di stima), salva la faccia nell’ultima giornata: l’Inter con la quasi rocambolesca vittoria sulla Lazio, rischia di perdere, rimonta nel finale in piena sintonia con la sua stagione che ha fatto illudere e disilludere in egual misura. Inter che non gioca bene: la sfida con la Lazio ha confermato il trend negativo del gioco. Invece il trend positivo dello stellone l’ha sostenuta ad inizio stagione ed anche nel finale.

Maurito Icardi e Ciro Immobile si sono affrontati nella sfida finale per la classifica cannonieri. L’argentino ha segnato il gol (stavolta su rigore) che ha pareggiato la sfida, 29 reti a testa ma aver in squadra il capocannoniere non è valso a nessuna delle due squadre per andare oltre un quarto posto in classifica. Allora stesso numero di gol, ma quale dei due goleador ha meritato di più? Immobile, visti i minori mezzi calcistici, merita 8,5. Icardi, che ha più qualità, non va oltre il 7,5 (quest’anno ha sbagliato pure occasioni decisive). Icardi per la prima volta giocherà in Champions league: anche se decidesse di dividersi dall’Inter non accetterebbe una squadra fuori dalla Champions.

Milano salva la faccia contemplando il sesto posto del Milan: la classifica non vale la spesa di mercato. Ma la colpa è di chi spende male. Milan più soddisfacente dell’Inter, al di là del responso di classifica: la rosa nerazzurra era migliore e così l’assetto di squadra poggiante su giocatori degli anni passati. Il Milan ha dovuto ricostruire, Montella ha pagato per tutti. L’arrivo di Gattuso in panchina ha cambiato mentalità a qualche calciatore, il gruppo ha dimostrato di essere in crescita nonostante alcune sconfitte cocenti: dimostrazione di un livello non certo da squadra top.

Hakan Calhanoglu

Andiamo per voti: Milan 6,5. Inter 6: nonostante le solite sviolinate, l’ingresso in Champions league era dovuto e non un Everest da conquistare.

Voto ai tecnici: 7 a Gattuso (visto da dove è partito), 6 a Spalletti fumoso nei discorsi e in certe soluzioni tattiche. Ha ottenuto il minimo sindacale: la posizione Champions con gioco scadente. Difficile da capire, soprattutto alla luce di un suo brillante passato.

Sorprese. Migliori della stagione: Hakan Calhanoglu (Milan) 7,5 e Milan Skriniar (Inter) 8. Il Milan dell’Inter è stato il colosso della difesa per tutta la stagione. Il turco del Milan ha dovuto ambientarsi e capire la mentalità necessaria prima di far vedere qualità e personalità.

Delusioni: Donnarumma (Milan) 5,5: troppi errori nei momenti che contano, non è nemmeno migliorato. Faccia la maturità a scuola, che è meglio. Borja Valero (Inter) 5: uomo moviola.

Vista Milano, che dire di Roma città del calcio? Merita un 8,5 per il gioco espresso dalle squadre. Meglio dire: va a Roma lo scudetto del bel gioco. Napoli forse meriterebbe di più, ma era facilitata da una squadra già rodata. Alle romane sono mancati grandi traguardi in Italia e soprattutto in Europa. Voto: Roma 7,5, poteva arrivare più vicina alla Juve. Lazio 8: ha battuto due volte la Juve nella stagione. Ha perso grandi occasioni per un soffio, ma è andata oltre le previsioni.

Agli allenatori, Eusebio di Francesco e Simone Inzaghi, tocca un 8, al di là di ingenuità da giovanil furore.

Infine Napoli: voto 8,5 al gioco, ma 6 alla stagione che, comunque la si guardi, è stata quella delle occasioni perdute. Maurizio Sarri (7) non è così bravo come si vorrebbe far credere: troppo limitato e monotematico. Molto più interessante il realismo non estetico di Max Allegri. Alla Juve e al suo allenatore nessuno può togliere il 9 complessivo, che va a chi sa vincere (a punteggio quasi record), non si fa venire il braccino corto e sfrutta la fortuna.

Voto al Var: 7, ha evitato un bel numero di errori, ma può migliorare soprattutto se sarà migliorato il protocollo. E ha dimostrato che la Juve vince anche in presenza del Var: si mettano l’animo in pace gli eterni dubbiosi.


Potrebbe interessarti anche