Sport

Mondiale delle sorprese: la caduta dei campioni

Riccardo Signori
2 luglio 2018

Lionel Messi

Resta da stabilire se si tratti di un mondiale affascinante o di un mondiale deludente. Parliamo di mondiale di calcio, e tutte le opinioni valgono perché il calcio ha il pregio, e il difetto, di essere alla portata di qualunque opinione: la competenza vale poco. E qui tutto il mondo è paese. Il qualunquismo dilagante dirà che si tratta di mondiale affascinante. Figuratevi! Le grandi squadre a casa, il nuovo(quasi) che avanza ancora in corsa. Ma la competenza accerterà, invece, che trattasi di mondiale deludente: le grandi nazioni del pallone, quelle che hanno sempre retto il business e la bellezza calcistica a casa. Si dirà: non tutte.

Vero, ma sono già abbastanza. Germania, Argentina,Portogallo e Spagna, oltre all’Italia che nemmeno si è presentata, mostrano la brutta faccia di questo mondiale. Germania campione del mondo, Portogallo campione d’Europa, Argentina finalista quattro anni fa. Cadono i campioni, in tutti i sensi. Poi si dirà: viva le novità. Rappresentate dalla qualificazione della Russia che ha mandato a casa la Spagna (già eliminata nei gironi quattro anni fa, qui almeno è arrivata all’ottavo di finale), ma anche dalla nouvelle vague francese e da quelle squadre approdate agli ottavi senza avere il favore dei pronostici.

Cristiano Ronaldo

Sicuri che il tanto basti per concedere al mondiale la patente dell’affascinante? E’ stato così entusiasmante veder andare casa campioni che ci hanno deliziato per anni? Diciamo Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Non possiamo dimenticare Andres Iniesta, il fantastico fuoriclasse spagnolo che, dopo la sconfitta con la Russia, ha dato il suo addio alla nazionale. Il rigore sbagliato da Luka Modric contro la Danimarca ha segnalato un’altra caduta, anche se poco dopo il regista croato, che tutto il mondo invidia, ha recuperato segnando uno dei rigori decisivi per eliminare la Danimarca. Però qualcosa si è rotto dell’aurea magnificenza che Modric vedeva volteggiare intorno a sè.

Mondiale della caduta degli dei: non sarà semplice rimpiazzarli. Possiamo pensare che Lionel Messi sia inferiore a Diego Maradona, comunque resta un campione di questa epoca. E così Cristiano Ronaldo che ci ha riempito gli occhi per anni, ma non può vincere le partite sempre da solo: come dimostrato dal Portogallo, nazionale campione d’Europa tritata dagli indomabili uruguayani.

Il Mondiale continua, ci regalerà una squadra campione. Ma per ora ci ha regalato sorprese e delusioni. E non è detto che il calcio ne esca rafforzato: troppe nobiltà perdute, troppi campioni invitati a prendere atto che il tramonto è cominciato. Se non ne scopriremo altri nel più breve tempo possibile, questo mondiale rischia di portarci nel tempo dei rimpianti.

 

 

 


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