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Mondiali di ginnastica ritmica: tutti in piedi per le farfalle azzurre!

Alessandro Cassaghi
16 Settembre 2019

Da oggi fino a domenica, prende il via il campionato del mondo di ginnastica ritmica. A Baku, in Azerbaigian, si sfideranno a colpi di cerchi, palle, clavette funi e nastri, le atlete più brave di questa disciplina sportiva. E mentre ci prepariamo a tifare le nostre farfalle azzurre…sicuri di sapere tutto di questo sport?

Un po’ di storia. La ginnastica ritmica sembra a prima vista uno sport molto moderno, forse anche per via dell’utilizzo degli attrezzi. Ma troviamo notizie di una primitiva forma di ginnastica a corpo libero già nelle popolazioni antiche, come gli Egizi, i Greci e i Romani. È invece nei primi del ‘900 che la disciplina si sviluppa appieno, fino a diventare quella che conosciamo: nel 1912 alle Olimpiadi di Stoccolma vengono presentati i primi esercizi, nel 1925 a Torino vengono introdotti gli attrezzi, mentre è solo nel che 1948 la disciplina prenderà un carattere competitivo.

Chi sono le “farfalle”? Con “farfalle azzurre” viene comunemente indicata la nazionale italiana di ginnastica ritmica. La squadra è nata negli anni ’60 ed è composta da sei ginnaste, cinque titolari più una riserva. L’appellativo è stato coniato nel 2004 dal giornalista sportivo Giovanni Arpinio, a cui nel 2014 si è aggiunto anche il nome di “leonesse”, per l’incredibile numero di medaglie ottenute: ben 147 a livello internazionale.

Non è “solo” ginnastica. A una prima occhiata, la ritmica può essere considerata come una ginnastica in cui si usano degli attrezzi, ma in realtà si tratta di una sequenza di difficili movimenti acrobatici, utilizzando gli attrezzi o a corpo libero, ballando sulle note di inni o canzoni. Si crede, poi, che sia solo uno sport solo al femminile, ma in realtà la ginnastica ritmica maschile in Giappone è molto ben vista, perché rispecchia gli allenamenti cui dovevano sottoporsi gli antichi e nobili samurai.

Gli attrezzi. Le atlete in gara utilizzano cinque attrezzi, il nastro, la palla, la fune, il cerchio e le clavette. Vengono chiamati “piccoli attrezzi” per distinguerli dai “grandi” della ginnastica artistica, come le parallele, gli anelli e la trave. Il nastro, di seta e attaccato ad una bacchetta, deve essere mantenuto in movimento per tutto l’esercizio; la palla, “incastrata” al corpo, viene fatta palleggiare, rotolare, lanciata e ripresa; la fune viene utilizzata per passaggi, saltelli e rotazioni; il cerchio viene lanciato, fatto ruotare attorno al corpo o “passato” alle compagne; la clavette, piccoli “birilli” di legno, non devono mai cadere dopo essere state lanciate in aria.

I tanti aspetti positivi della ritmica. La ritmica è di certo uno sport completo, che sviluppa tutti i muscoli e non solo. Nelle giovani atlete, serve a implementare le capacità motorie, la forza muscolare, ma anche grazia, rigore e perseveranza, data la complessità degli esercizi. Aumenta quindi la coordinazione e la flessibilità, il controllo del proprio corpo. La parte “artistica”, invece, sviluppa l’espressività e la mimica, ma anche il senso del ritmo grazie alla musica. E, dulcis in fundo, stimola il lavoro di squadra.



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