Destinazioni

Moon fever: 5 paesaggi lunari da visitare sul pianeta terra

Silvia Ragni
25 Luglio 2019

Il 20 Luglio scorso abbiamo celebrato il 50esimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla luna, e la “moon fever” ha contagiato chiunque. Le gesta di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, gli astronauti che per primi – grazie alla missione spaziale Apollo 11 – hanno calpestato il suolo lunare, sono rimaste così potentemente impresse nell’immaginario collettivo da suscitare, persino nei giovanissimi, un entusiasmo incontenibile.

Sebbene l’ultima esplorazione umana dell’“astro d’argento” risalga ormai al 1972 (quando Eugene Cernan replicò l’impresa di Armstrong e Aldrin con l’allunaggio dell’Apollo 17), la luna continua ad esercitare un profondo fascino sull’uomo, che l’ha associata a innumerevoli miti, divinità e fenomeni fin dalla notte dei tempi. In questo articolo, ci soffermeremo sul suo suolo e sui suoi paesaggi inconfondibili: la superficie che la contraddistingue, composta di granelli fini e grigiognoli, è intramezzata da migliaia di crateri che diventano più rari solo nelle vaste lande (i cosiddetti “mari “) originate, anticamente, dalle colate di sostanze incandescenti scaturite dalla collisione con asteroidi di grandi dimensioni.

Le rocce delle montagne lunari, dal canto loro, pare che si siano formate in seguito all’urto – protratto nei secoli – con miriadi di micrometeoriti. Il panorama è impressionante, spettacolare in quanto a mood avveniristico. Talmente suggestivo da risultare magnetico pur nella sua aridità eclatante (l’acqua è presente, infatti, solo allo stato solido). E se approdare sulla luna rimane a tutt’oggi uno dei sogni più vagheggiati dall’uomo, sappiate che avete la possibilità di ammirare paesaggi a dir poco cosmici anche senza imbarcarvi in una missione spaziale. In che modo? E’ molto semplice: visitando le cinque location “lunari” che vi proponiamo.

Salar de Uyuni, in Bolivia
Se volete provare l’inebriante sensazione di camminare sul suolo lunare, dovete assolutamente raggiungere questo altopiano sulle Ande Meridionali della Bolivia; si trova a 3650 metri di altezza e si estende per un’area complessiva di 1.058.200 ettari. La sua particolarità è presto detta: si tratta di un deserto interamente composto di sale che contiene in quantità innumerevoli, almeno 10 miliardi di tonnellate. Salar de Uyuni, secoli e secoli orsono, fu generato dal prosciugamento di un’enorme lago primordiale e la sua superficie, costituita da undici stratificazioni di spessore variabile, abbonda di minerali. L’aspetto onirico che ostenta viene esaltato dalle leggende Inca sugli “Ojos de Salar”, gli “occhi del deserto” che si diceva inghiottissero le carovane. In realtà, gli “Ojos” non sono altro che cavità acquose rese invisibili alla vista da una particolare luce.

 

Valle de la Luna, in Cile
Il suo nome non potrebbe essere più appropriato: la Valle della Luna, collocata a 13 km di distanza da San Pedro de Atacama, nel Cile del Nord, sfoggia un panorama davvero fantascientifico. Viene considerata una delle meraviglie del Paese, una delle sue location più ammalianti, e non a torto. I suoi colori cangianti sono spettacolari quanto la sua conformazione, che si avvale di un connubio di pietra e sabbia generatosi nel corso dei secoli. Adagiata tra i monti del deserto di Atacama, è un’area magica costellata di antichi laghi rivestiti di sale, rocce saline simili a sculture, caverne oscure e nascoste. L’acqua e il vento hanno plasmato i suoi luoghi incredibili, altamente brulli ma incantevoli come pochi, che nel 1982 le sono valsi il titolo di Riserva Naturale. Contemplatela al tramonto, quando il cielo riflette bagliori rosa, per poi virare al rosso e al porpora, sulle rocce.

 

Cappadocia, in Turchia
Culla di antiche civiltà, situata tra l’Asia Minore e la Mesopotamia, la Cappadocia vanta un patrimonio geologico unico al mondo. La contraddistinguono caverne, siti rupestri, ma soprattutto le tipiche guglie terrose di genesi vulcanica denominate “camini delle fate”: è uno scenario irreale e bizzarro, decisamente alieno, e non è un caso che nel 1985 il parco nazionale di Göreme – un autentico museo open air – insieme ai suoi paesaggi rocciosi (in totale, un’area di 9576 ettari) siano stati proclamati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Le origini della Cappadocia, in realtà, si associano alle depressioni formatesi in seguito alla nascita della catena montuosa del Tauro e all’eruzione di molteplici vulcani dell’Anatolia, ma anche ad una secolare erosione. Così sorsero le sue valli mozzafiato, che i “camini delle fate” rendono ancor più suggestive. O meglio…lunari.

 

Lanzarote, nelle isole Canarie
Appartenente all’arcipelago delle Canarie, Lanzarote è intrisa di un fascino cosmico. L’origine vulcanica dell’isola gioca un ruolo fondamentale: da essa sono scaturite location di rara bellezza. La varietà delle sue spiagge è indicativa. Sabbia bianca, sahariane dune dorate si alternano fino ad evidenziare la caratteristica arena nera di Charco de los Clicos, una delle principali attrazioni turistiche, dove un lago salato verde smeraldo spicca sulla spiaggia in total black. L’incanto lunare si accentua con il Parco Nazionale di Timanfaya e le sue Montañas del Fuego: 5100 ettari di crateri, coni vulcanici, cime e distese di antica lava plasmati da eruzioni settecentesche. Gli intensi colori del paesaggio, che spaziano dal nero al rosso, accentuano la maestosa spettralità di un’area che nel 1993 l’UNESCO qualificò come Riserva Biosferica.

Wai-O-Tapu, in Nuova Zelanda 
Quando si parla di paesaggi lunari è quasi sempre la matrice vulcanica a fare da leitmotiv. Il parco Wai-O-Tapu, in Nuova Zelanda, non sfugge alla regola: il suo nome si traduce con “acque sacre” nella lingua dei Maori, conferendogli una valenza quasi mistica. In effetti, l’intero parco è magia pura. Geyser, fonti termali, laghi di volta in volta acquosi, sulfurei e fangosi si affiancano in un crescendo strabiliante, esibendo cromatismi ed “effetti speciali” che lasciano senza fiato. Da segnalare la Mud Pool, una pozza di fango ribollente che periodicamente erutta, la Champagne Pool, lago vulcanico che, ricco di minerali e di anidride carbonica, “scoppietta” di bollicine mentre le sue nuance variano con il vento, e – last but not least – il Lady Knox Geyser dal quale, per un’ora al giorno, fuoriesce un getto d’acqua bollente dall’altezza di ben venti metri.



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