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Mosca e San Pietroburgo: tra arte e opulenza

Barbara Micheletto Spadini
14 marzo 2013


Grande cultura da scoprire, grandi monumenti, grandi popoli con tradizioni antichissime: tutto è grande in quello che era il cuore dell´impero degli Zar!

Le mete d’obbligo se siete alla vostra prima visita a Mosca sono la grande Piazza Rossa, con San Basilio che spunta come un bouquet di fiori colorato ad un angolo della piazza, il mausoleo di Lenin, con coda perenne per poter entrare, il Cremlino, che vale una visita ma solo se avete molto tempo perché è sempre affollato.
Se volete entrare in chiesa ricordatevi di portare uno scialle – sono proibite le spalle scoperte – e assistete a una funzione ortodossa, suggestiva per la profusione di canti, candele accese, incensi e icone dorate che brillano.
Se amate l’arte non perdetevi una visita al Museo Puškin, non molto lontano dalla Piazza Rossa, il museo d’arte moderna più importante di tutta la Russia, con pezzi di Monet, Cezanne, Picasso, Modigliani. 
Non esiste nulla di più ‘russo’ delle mitiche ‘babuska’ (nonnine) che fanno da guardiane alle sale del museo: foulard in testa e uncinetto in mano.

Mosca è grande: per girarla il modo migliore è in metropolitana. La underground moscovita merita una visita per l’eleganza decò delle sue stazioni: cancelli in ferro battuto, soffitti alti color crema, enormi lampadari. Per alloggiare è consigliabile un albergo nel cosiddetto golden ring, nel centro città.
Un luogo segreto, difficilmente citato nelle guide ma che merita una passeggiata, è vicino al quartiere delle ambasciate: si tratta dei laghetti del Patriarca, poco più di uno stagno attorno al quale sono stati costruiti bellissimi giardini con panchine. È un angolo di verde e di pace in una Mosca molto cementificata ed è un posto con piacevoli caffè all’aperto e boutique artigianali.

Se amate l’arte, ma volete divertirvi, fare un po’ di shopping e concedervi un ottimo lunch in mezzo ai giovani creativi russi, alle Gallerie Winzavod (Syromyatnicheskiy 4). Un’ex fabbrica del vino in disuso, é stata trasformata in un laboratorio di creatività con piccoli negozi fashion, micro-gallerie di fotografia, negozi di oggettistica, un ottimo ristorante e un bar con wifi e buoni drink.
Nella capitale russa si può andare alla scoperta dei tantissimi locali notturni che chiudono all’alba, gustarsi un aperitivo sul fiume, scovare una nuova galleria d’arte alternativa e anche passeggiare in un piccolo laghetto cittadino. Piazza Rossa? Imperdibile, ma c’è molto altro da vedere e da fare.
In estate le giornate sembrano non finire mai, i moscoviti sono ancora in città e al Gorkij Park, durante il fine settimana, si gioca a pallone, si mangia sull’erba e si prende il sole.

San Pietroburgo è la meno russa delle città russe. Meno ingombrante di Mosca, ma più colta e più accogliente, Piter, come la chiamano i locali, é il museo più grande di Russia, una città ricca di contrasti, magnificenza e curiosità. Impossibile non restare stupiti davanti al Palazzo di Inverno, che ospita il Museo dell’Ermitage, oppure ai numerosi ponti sulla Neva, o all’imponenza dei monumenti, o alla bellezza dei parchi pubblici cittadini.

Basta affacciarsi dal bastione della Fortezza di Pietro e Paolo per osservare l’immensa distesa di acqua su cui sorge San Pietroburgo: è la piazza più grande della città e la ragione della sua esistenza. Attraversate la città da est a ovest lungo uno dei canali, per esempio il Griboedova, che va dalla chiesa del Salvatore sul Sangue Versato fino alla Fontanka. Poi entrate nei cortili dei palazzi e visitate Vasilievsky Island: Pietro il Grande ne avrebbe voluto fare il centro della città, ma Vaska, come viene chiamata, è rimasta una zona tranquilla che esprime bene lo spirito più vero della città. Troverete anche qui, come ovunque, i chioschi Teremok, dove si cucinano i bliny, una sorta di crêpes ripiene, l’alternativa russa agli hamburger. Ottimi quelli al Café Singer (Nevsky Prospect 28, Dom Knigi), da dove si può ammirare la Nevsky dall’alto e aggirarsi tra gli scaffali della libreria. Per ottime torte andate da Sever (Nevsky pr. 44).

E’ difficile afferrare l’espressione generale di Pietroburgo. C’è in questa città qualcosa che ricorda una colonia europea d’America (…) Se Pietroburgo non è ancora diventata un immenso albergo, lo si deve a non so che principio interno del russo, che gli ha fatto fin qui servare la sua originalità (…)” N. Gougou, 1836

Barbara Micheletto Spadini


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