Cinema

Most Beautiful Island: al cinema la New York bella e maledetta di Ana Asensio

Chiara di Perna
17 agosto 2018

Devi indossare un vestito nero corto, tacchi alti e non dovrai fare nulla che tu non vorrai. È un party, devi solo farci un giro, e ti danno 2000 dollari”. Tutto inizia così.

Esce oggi nelle sale italiane Most Beautiful Island, il primo film diretto da Ana Asensio, giovane attrice spagnola.

L’intera trama di questo thriller-noir si sviluppa sulla vita di Luciana, giovane ragazza spagnola trapiantata a New York. Con le tasche vuote ma la testa piena di sogni e speranze, Luciana si cimenta in qualsiasi cosa pur di tirare avanti e riuscire a realizzare il sogno americano, perché di tornare in Spagna proprio non se ne parla.

Al suo fianco c’è Olga, immigrata russa, l’amica con la quale condivide tutto. Sarà proprio lei (Natasha Romanova) a proporle un lavoro insolito  e ben retribuito, più degli altri: partecipare in qualità di ragazza immagine a un party dell’alta società.

Fin qui tutto sembra essere normale, ben presto però, Luciana si rende conto che il party è solo una copertura: ad attenderla saranno invece una serie di giochi oltre ogni limite del buonsenso e della normalità. Bare di vetro, ragni velenosi e corpi inermi gestiti da clessidre, solo alcuni di quelli più macabri e sadici: è così che le persone altolocate decidono di sperperare il proprio denaro, umiliando e giocando con chi ha bisogno di soldi pur di dare un senso alle loro tediose vite.

Luciana si trova insomma in un gioco senza fine, un labirinto senza via d’uscita: in questo modo la regista mostra com’è facile distruggere il sogno americano di tante giovani donne, vittime della disoccupazione, che spinte dalla necessità economica finiscono coinvolte in realtà perverse. “Volevo parlare – spiega Ana Asensio – di un tipo di immigrazione di cui si sa poco: ho conosciuto molte ragazze, modelle e attrici, in attesa del visto, che se le vedi in strada non pensi mai che abbiano problemi anche solo per mangiare. C’è in queste situazioni un falso glamour, crudele e agrodolce”.

Asensio racconta il film in maniera estrema, mettendo in luce la cruda realtà. Oltre a scrivere e produrre il film, l’esordiente regista interpreta il ruolo di Luciana. Spronata dalle esperienze passate Ana decide di mettersi in gioco e di mostrare al pubblico le proprie paure e ansie. Non a caso il taglio della pellicola è volutamente realistico e si gira tutto in 16mm.

Un film che mette in luce una New York bella e maledetta, una città dalle mille sfumature dove bisogna stare molto attenti a non essere risucchiati nel vortice degli eventi e diventarne schiavi.

Il vero motore dell’opera diventa la tensione psicologica che lascia lo spettatore incredulo e a tratti sconvolto. Tutto si basa sui silenzi, che spesso riescono a dire più delle parole.

Un climax di emozioni e pathos da provare in 87 minuti.


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