Musica

Mozart tende la mano a Offenbach

staff
16 gennaio 2012

Questo weekend ha visto un importante passaggio di testimone sul palco scaligero: l’ultima replica del Don Giovanni di Mozart, che è avvenuta sabato 14, è stata l’ideale preludio per la nuova opera lirica in scena a Milano. Si tratta di “Les contes d’Hoffmann”, capolavoro composto dal musicista tedesco naturalizzato francese Jacques Offenbach nel 1880. A voler affiancare le due opere, i punti di contatto sono molti. Partendo dal soggetto, l’opera del francese è incentrata sulla storia di un uomo (liberamente tratta da alcuni racconti dello scrittore romantico tedesco E.T.A. Hoffmann) che, come Don Giovanni, incontra lungo il proprio cammino una moltitudine di donne di cui si innamora. A differenza del libertino italiano però, l’amore di Hoffmann per ognuna di loro è sincero, ma egli è costretto a vederlo sfiorire a causa di una serie di sfortunati eventi per lo più fantastici e surreali. Egli passa così dalla passione per la cantante Stella all’amore per Olympia, che si rivela essere una bambola meccanica; dall’invaghimento per la sofferente cantante Antonia, che gli muore fra le braccia, all’incontro con la melliflua cortigiana Giulietta che lo seduce e poi lo abbandona, in un sorprendente rovesciamento di genere. A testimoniare il legame fra Mozart e Offenbach è anche il soggetto del prologo: Hoffmann si trova a Norimberga nella taverna del teatro dell’opera, dove i personaggi sono riuniti proprio per ascoltare il Don Giovanni; il suo fedele amico Nicklausse cita alcuni passaggi dell’opera mozartiana, paragonando lui stesso la figura di don Giovanni a quella dello sfortunato Hoffmann.
Molti i rimandi a Mozart, quindi, che Offenbach conosceva molto bene e ammirava. Si può inoltre sottolineare come i due compositori condividano una certa freschezza nell’approccio all’opera e insistano su temi amorosi e fantastici che solo raramente ricadono nel drammatico. Offenbach infatti fu il maggior compositore di operette di tutti i tempi, un genere che si avvicina al vaudeville che proprio negli stessi anni spopolava a Parigi. “Les contes d’Hoffmann” rappresenta quindi un’eccezione, con i suoi 5 atti, nella produzione di Offenbach, pur conservando melodie vivaci e scenari a dir poco fantasiosi che vedono avvicendarsi inventori, bambole, fantasmi, spiriti maligni.
Infine, come per il Don Giovanni scaligero, la regia dell’opera francese è affidata a Robert Carsen, che ha deciso di riprendere l’allestimento dell’opera Bastille del 2000 riadattandolo per le esigenze del teatro Alla Scala. A dirigere l’orchestra e i cantanti ci sarà il M° Marko Letonja, direttore sloveno che è già stato sul palco scaligero in occasione di “L’affare Makropulos” nel 2009. Fra i cantanti protagonisti: Ramon Vargas, Ekaterina Gubanova, Rachele Gilmore, Ildar Abdrazakov.
Dal 15 Gennaio al 5 Febbraio.

 

Eva Marti


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