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Murales con vista: unconventional Miami

Carla Diamanti
4 Aprile 2019

Mi piace trovare il modo di infrangere i clichés di viaggio. In fondo, partire, non serve proprio a questo? Così salto in auto, lascio la lunga (e larga) striscia di sabbia candida sull’oceano, volto le spalle alla folla di Miami Beach e parto alla scoperta di qualcosa che mi sorprenda. Questa città cambia in continuazione, si estende, si allunga verso l’alto modificando le sue forme, amplifica le sue voci, si inventa un ruolo, non resta a crogiolarsi nel suo mito, che comunque l’avvolge e la precede.

Lascio i ponti dal panorama mozzafiato, lascio le isolette su cui troneggiano ville bianchissime incorniciate da una vegetazione lussureggiante e affacciate su esclusivi tratti di mare accessibili da moli privati. Lascio anche la selva di acciaio, vetro e cemento di Downtown, che batte al ritmo del business e delle folle di turisti che invadono Bayside.

Continuo oltre, verso la cerniera che separa la Cuba di Calle Ocho, altro tassello del mito locale, da Little Haiti e dal suo mercato del sabato, dalle librerie e dai caffè in cui si parla creolo. Lì, a due passi dall’autostrada e dai grattacieli, Miami si abbassa, rende il cielo ancora più grande e contro l’azzurro incombente staglia profili colorati. Sono sui muri delle case, dentro e fuori le pareti dei ristoranti, delle gallerie d’arte, dei negozi di ogni tipo. Sono attorno ai ritagli di verde dei giardini, sui muri dei magazzini. Riproducono personaggi politici e artisti, animali e piante, scene di vita quotidiana e di lotta. Sono messaggi lasciati con le bombolette, confezionati da street artists celebri o in erba. Diventano set fotografici per video musicali o per campagne pubblicitarie. Lì una modella con pettinatura afro e pantaloni corti posa davanti alle macchine fotografiche. Qui un rapper si muove cantando davanti a una cinepresa che si sposta seguendo i suoi passi. Su tutti incombe il sole della giornata, che si accompagna al silenzio. Poche ore di vuoto, poi strade e locali si riempiranno di creativi e alternativi. Insomma di coloro per cui Miami non è solo mare, cocktails, auto di lusso, facciate déco, vetrine alla moda. Di chi cerca una prospettiva diversa, che guardi lo skyline dal basso e da lontano per lasciarsi sorprendere dai colori che esplodono come macchie per tingere ed esaltare il grigio del vetro, del cemento e dell’acciaio.

 

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