Leggere insieme

Natale nella stalla

Marina Petruzio
24 dicembre 2017

Natale nella stalla è un albo che Astrid Lindgren scrisse nel 1961 e che Il gioco di leggere Edizioni ha pubblicato per noi nel 2001, da poco ristampato, con le illustrazioni di Lars Klinting, precocemente scomparso nel 2006 e papà del famoso Teodoro il castoro tutto fare.

Il gioco di leggere è una piccola, quanto preziosa, casa editrice milanese. Negli anni ha avuto il grande merito di aver tradotto quei classici moderni che dal grande nord, dai Paesi Scandinavi, mai avevano transitato per l’Italia.

Quella di Natale nella stalla è una storia che viene da lontano e che dalla notte dei tempi si ripete, in tutte le parti del mondo, anche dove l’inverno non è necessariamente bianco o particolarmente freddo ma il cielo, quello sì, uguale dappertutto, si accende alla meraviglia della vita, sempre e ovunque, quando nasce un bambino.

C’era una volta, inizia così il racconto di una nascita, con un bambino curioso in braccio alla sua mamma. Fuori la neve, dentro la casa addobbata per l’imminente festa: il Natale.

Due viandanti che sebbene avvolti nei loro panni invernali, avanzano intirizziti sulla strada di neve. È tardi nella notte, la candela della loro lanterna consumata più della metà. Il cielo, indaco, gonfio di neve. Il villaggio dorme ormai da molto ma, tra una casa e l’altra, una stalla. Una volpe si ferma tra due alberi poco distante ma ancora lontana, chissà se quella stalla interessava anche a lei.

Dentro il calore degli animali della fattoria, della paglia dorata al sole dell’estate, del legno odoroso. Il tepore del cavallo per scaldarsi, il caldo latte della mucca, un giaciglio di paglia dove dormire e la calda lana delle pecore, a fare capanna.

E poi il dolce latte del seno della mamma il mattino dopo. È nato un bambino nella notte. Una mangiatoia il suo lettino. Lo scialle della mamma il suo primo abito.

È una notte da ricordare quella dove nasce un bambino. Un evento che rinnova meraviglia anche negli animali della stalla che vi assistono. Un natale, il giorno della nascita. È così che Astrid Lindgren intende quella notte, in modo laico e naturale. Con una mamma e un papà, un uomo e una donna, semplicemente vestiti: un pullover, pantaloni di velluto, una gonna di pesante lana, scarpe buone e resistenti. E quell’accoglienza di serena gioia e incredulità che una comunità riserva al nuovo venuto, salutandolo per la prima volta.

Le illustrazioni narrano da sole. Raccontando del freddo nel blu del cielo. Del tempore della stalla nella luce della candela, e nei cambi di prospettiva dove, di pagina in pagina, ti ritrovi ad attendere il tuo turno per la ciotola del latte appena muto, bambino che guardi dal basso in alto la mamma bere, appena abbasserà le braccia la scodella sarà tua. Il dettaglio è pedissequo. Ciò di cui si narra appartiene alla realtà.

È nato un bambino che ora dorme, pugni ben chiusi, avvolto nel caldo scialle bianco della mamma. È notte. Le stelle brillano. Gli adulti in silenzio contemplano il piccolo. È la sua prima notte. Il suo primo natale.

 

Natale nella stalla
di Astrid Lindgren
illustrazioni Lars Klinting
tradotto Roberta Colonna Dahlman
edito Il gioco di leggere
euro 15
età di lettura: per tutti

 


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