Naufragio al Giglio. Fermato il comandante. Paura per dispersi

staff
15 gennaio 2012

È stato arrestato Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia che si è incagliata all’Isola del Giglio. I morti accertati sono finora tre: Francis Servel, Jean-Pierre Micheaud, turisti entrambi di nazionalità francese, e Thomas Alberto Costiglia Mendoza, marinaio di nazionalità peruviana. Grande incertezza sul numero dei dispersi, che potrebbero essere 70 secondo la guardia costiera di Grosseto. Secondo il procuratore di Grosseto Francesco Verusio, il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino si sarebbe ‘avvicinato molto maldestramente all’Isola del Giglio’. Intanto la conta dei feriti è arrivata a 40.

 

FERMATO IL COMANDANTE: Schettino è stato trasferito al carcere di Grosseto. La procura di Grosseto ha aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio colposo. Risulta indagato anche il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio. Verranno sentiti come testimoni i marinai della nave.

 

IL PROCURATORE DI GROSSETO: Secondo il procuratore di Grosseto Francesco Verusio, il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino si sarebbe ‘avvicinato molto maldestramente all’Isola del Giglio’, a causa di questa manovra la nave avrebbe finito col colpire uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola incrinare ed imbarcare. Il pm Verusio ha spiegato che la nave è stata posta sotto sequestro ‘come atto dovuto’, e ‘sarà importante valutare quanto potrà emergere dalla scatola nera’. Il procuratore ha anche aggiunto che ‘stiamo verificando i motivi di un passaggio così vicino alla costa dell’isola’.

 

IL PREFETTO Al prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, non risultano le decine di vittime che sarebbero ancora all’interno della Costa Concordia all’Isola del Giglio. ‘Stiamo continuando a cercare i dispersi – ha proseguito il prefetto – in particolare stiamo facendo il lavoro di controllo e confronto tra gli elenchi che Costa Crociere ci ha fornito e quelli di identificazione dei viaggiatori in nostro possesso. Si tratta – ha concluso – di un lavoro certosino, ma crediamo di concluderlo in serata’.

 

IL SINDACO DI ORBETELLO ‘Sicuramente ci sono molti morti, a me hanno detto più o meno una quarantina, più o meno, però è una cosa ancora da definire. Il dato certo è che sono decine poi che siano 40, 39, 35 o di più non si sa’, ha detto a TMNews con la voce sensibilmente commossa Paffetti. ‘Mi hanno messo in preallarme – ha raccontato – mi hanno detto che ci dovrebbe essere un numero elevato di morti, perchè i vigili del fuoco hanno fatto questo primo sopralluogo e mi hanno chiesto la possibilità di usare il Palazzetto dello Sport, ma ancora non abbiamo conferma, quindi non è detto che che sia questo il punto di raccolta dei cadaveri’.

 

I DISPERSI: secondo la guardia costiera di Grosseto mancherebbero all’appello tra le 60 e le 70 persone: il comandante Cosimo Nicastro ha fatto sapere che i sommozzatori devono ancora ispezionare la parte sommersa della nave. Circa 50 i dispersi che risulterebbero alla Capitaneria di porto di Livorno. Cifre comunque approssimative, che si basano sul complesso riscontro dei 4.229 nomi delle persone che erano ufficialmente a bordo della nave.

 

MINISTERO INFRASTRUTTURE AVVIA INDAGINE Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in stretto raccordo con il comando generale della Capitaneria di Porto, ha avviato un’indagine ministeriale per accertare le dinamiche, le cause, ed eventuali responsabilità dell’affondamento della nave.

 

LA RICOSTRUZIONE DI COSTA CROCIERE ‘Sulla base dei primi accertamenti ancora preliminari – ha raccontato Gianni Onorato, direttore Generale di Costa Crociere – la nave Costa Concordia, al comando del Comandante Francesco Schettino, stava effettuando la regolare navigazione da Civitavecchia a Savona quando improvvisamente la nave ha urtato uno scoglio. Il comandante, che era sul ponte di comando della nave in quel momento, resosi conto della gravità della situazione, ha immediatamente effettuato una manovra per mettere in sicurezza i passeggeri e l’equipaggio e ha fatto scattare le procedure di emergenza per prepararsi a un eventuale abbandono della nave’. ‘Purtroppo – ha proseguito il direttore generale – questa operazione si è complicata a causa di una inclinazione repentina della nave che ha ostacolato le operazioni di sbarco’.

 

ERRORE DI ROTTA Che ci sia stato effettivamente un errore di rotta rimane un’ipotesi al vaglio degli inquirenti e quindi ancora da confermare ufficialmente. Molti pescatori del Giglio e di Porto Santo Stefano hanno confermato che il passaggio di una nave da crociera di quelle dimensioni nel canale è una cosa quanto meno insolita: ‘Anche perché il punto dove si è incagliata è pieno di montagne di sabbia che non consentono il passaggio’. Ma il comandante dell’equipaggio Francesco Schettino per parte sua ha spiegato agli inquirenti che la rotta era corretta e che la Costa Concordia avrebbe avuto un margine di 12 miglia, tra est e ovest, che le consente tanto il passaggio al largo dell’isola, quanto, com’è avvenuto stanotte, all’interno.

 

PROCURA La procura di Grosseto ha aperto un fascicolo di indagine per naufragio, disastro e omicidio colposo. Da una ulteriore ricostruzione dell’incidente, è emerso che il comandante della nave ha cercato, una volta accortosi di una prima collisione con una secca, di avvicinarsi ancora di più all’isola. Solo questo avrebbe evitato una tragedia di proporzioni ben più ampie. Infatti la nave si è praticamente incagliata, in un punto di mare piuttosto basso.

 

IL COMANDANTE ‘Al momento dell’emergenza ho dovuto fare una scelta per poter favorire i soccorsi. Cos’è successo? E’ successo che mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato’ ha detto Schettino. Secondo il comandante, per la carta nautica ‘doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi’.

 

MORTI, FERITI E DISPERSI A bordo della Concordia, salpata da Civitavecchia per una crociera nel Mediterraneo, c’erano 4.228 persone. Tre le vittime accertate: sulle salme dei due francesi e del marinaio peruviano, ora nell’obitorio di Orbetello, verrà eseguita l’autopsia. Tra i 40 contusi una donna è molto grave, ed è stata trasferita all’ospedale di Siena. In genere si è trattato di casi di ipotermia e traumi di vario tipo. Negli ospedali di Grosseto ed Orbetello sono al lavoro il personale medico e infermieristico: rianimatori, neurologi, ortopedici, specialisti del pronto soccorso, operatori della farmacia, tutti attivati per gestire l’allerta.

 

TESTIMONIANZA ‘Eravamo a cena e verso le 21:30 abbiamo sentito un grandissimo botto, un forte rumore e poi è mancata la luce. E’ scoppiato il panico: le stoviglie cadevano, la gente urlava. Poi, quando è tornata la luce, abbiamo ben sperato e ci siamo rasserenati da soli, visto che a bordo non ci avevano comunicato nulla e sembrava non ci fosse nessun allarme. Poi la nave ha iniziato a inclinarsi’. E’ la testimonianza di Patrizia Perilli, una giornalista che si trovava a bordo della nave. ‘I residenti dell’isola hanno detto di avere visto la nave avvicinarsi troppo alla costa e di avere capito subito che qualcosa non andava’. A chi, dopo l’ordine di evacuazione, chiedeva informazioni, è stato riferito che c’era ‘un guasto elettrico, ma tutto il personale di bordo non sapeva una parola di italiano, non riuscivamo a chiedere aiuto o a fare capire loro che qualcuno, come una donna incinta, aveva bisogno di soccorso’. Quanto la nave ha iniziato a inclinarsi, ‘c’era gente che si è buttata giù dai parapetti in mare per la paura. Per questo sono morti, annegati e per l’ipotermia. Due morti li ho visti io’, ha riferito Perilli sottolineando che c’è stata anche molta difficoltà al momento di calare le scialuppe, perché l’inclinazione della nave rendeva difficilissime le operazioni. A soccorrere per primi i passeggeri sono stati i pescatori. ‘E se la popolazione dell’isola, dove sono stati trasportati i passeggeri, è stata fantastica, hanno riaperto i negozi, ci hanno portato coperte, da mangiare, da bene, con grandissima solidarietà, ci aperto gli alberghi che erano chiusi’, molti dubbi restano sulla gestione dei soccorsi: ‘La prima plancia è arrivata all’isola alle 23:15, l’incidente si è verificato alle 21:40 – ha spiegato – è passato troppo tempo. Sulla carena c’è uno squarcio di 70 metri e dentro ci sarebbe ancora lo scoglio, ce lo siamo trascinato dietro’, ha concluso.

 

Fonte: TMNews