Postcards

Neive, un salotto a cielo aperto nel cuore delle Langhe

Carla Diamanti
17 Gennaio 2019

Neive se ne sta lì. A guardare dall’alto il Tanaro, le colline, il viavai di chi arriva in Langa e cerca il noto. Lei aspetta chi cerca qualcosa di diverso, magari anche una storia originale. O un vigneto unico, che nessun altro può dire di avere.

La strada per raggiungerla segue il saliscendi sinuoso delle spettacolari colline piemontesi, quelle che danno acini che finiscono sulle tavole di tutto il mondo incorniciate da etichette prestigiose. La strada, quando arriva in cima, si ferma davanti a un arco di pietra: eccomi in uno dei Borghi più Belli d’Italia, un vero salotto a cielo aperto (e ancora lontano dal turismo di massa). L’arco porta direttamente al castello, cuore di questo paese arroccato che si sviluppa attorno all’antica residenza dei signori. Nelle cantine del “castello”, oggi residenza privata, nacque un vino che venne battezzato con il toponimo del villaggio, Neive. Era il 1862, il vino raggiunse Londra e qui ottenne una medaglia d’oro: era eccellente. Il merito della nascita di questa bevanda, considerata l’antenata del Barbaresco, era dell’enologo francese Louis Oudart, deciso a trasformare le uve nebbiolo in un vino superiore a quello della Borgogna.

Le cantine del castello, le stesse in cui Oudart condusse il suo esperimento riuscitissimo, si esplorano insieme ad Alice, che guida piccoli gruppi fra botti colme di vino da degustare nella Casetta del Castello, dove i calici vengono accompagnati da taglieri di salumi e Castelmagno e da grissini speciali fatti a mano da lei e perfetti anche per i celiaci come Alice. Qualche nota tecnica ma soprattutto tanta passione accompagnano gli assaggi di Alba Rossa, un vitigno nato tra Barbera e Chatus, o di Barbaresco Riserva della Vigna Santo Stefano, prodotto da un lembo di terra unico, a ridosso delle sponde del Tanaro, più basso rispetto alle colline vicine, protetto dal freddo e orientato a sud. Ha un microclima particolarissimo che si esprime nel bicchiere e che racconta anche della vicinanza dei boschetti di nocciole.

Poco più avanti, la piazzetta centrale di Neive sembra una quinta armoniosa e affascinante di palazzi color zafferano, bianchi, o rossi che ai raggi del sole pomeridiano sembrano accendersi di una luce spettacolare. Tra i vicoli e le case in pietra, un sotterraneo svela un luogo imperdibile: è la Bottega dei 4 vini, trionfo di etichette che raccontano – in bottiglia – la storia di questo territorio. Moscato, Dolcetto, Barbera e Barbaresco, riuniti qui, nei sotterranei di un palazzo antico nell’ultimo paese della Barbara d’Alba.

Fuori, il vento invernale spoglia i rami degli alberi e sgombera l’orizzonte, colmando gli occhi con lo spettacolo della corona alpina dominata dal Monviso.

 

Per degustare:
La Bottega dei 4 Vini, Piazza Italia 2
La Casetta del Castello, piazzetta Paolina Demaria 1

 

 

Carla Diamanti

www.thetraveldesigner.it
www.facebook.com/thetraveldesignerita

 



Potrebbe interessarti anche