Leggere insieme

Nel mio quartiere non succede mai niente

Marina Petruzio
14 ottobre 2018

Nel 1967 Ellen Raskin, autrice e illustratrice americana, pubblica il suo primo albo dal titolo “Nel mio quartiere non succede mai niente” che resta inedito, nel nostro mercato, sino ad oggi, quando Terre di mezzo editore lo porta in libreria tradotto da Davide Musso nella collana i Classici.

La cover originale racconta di ladri camuffati e mascherati spuntare guardinghi da dietro l’albero proprio davanti a casa – svelando l’inclinazione dell’autrice verso le mistery novel per le quali ebbe dei riconoscimenti importanti quali la Newbery Medal – e vigili del fuoco completamente in rosso e rossi fuoco, monocromi, in netta opposizione all’altisonante titolo; quest’ultimo, perfettamente in linea con la grafica del tempo, utilizza font differenti, maiuscoli e minuscoli, pieni o vuoti: tutto per dirci che altroché se non succede nulla nel mio quartiere! Guarda un po’ che succede e in pieno giorno! La copertina scelta da Terre di mezzo predilige invece il contrasto di quattro colori decisi e la noia, nera come i vestiti che indossa, di Chester Filbert: bambino noioso – e annoiato – ma talmente noioso che neppure il libro gli si può dedicare! Quella noia che avvolge, incupisce, cancella ogni forma di gaiezza e creatività e che, così insinuante, porta a crogiolarcisi senza possibilità di ripresa. Che induce a pensare che tutto l’intorno è così noioso da non valer proprio la pena, e che nulla mai potrà perturbare, cambiare, annullare quello stato di perfetto niente che ci circonda.

Così è per Chester, seduto sul marciapiede sconsolato, occhi bassi e naso che punta a terra, immerso nei suoi pensieri e in quella devastante noia disfattista per cui ci si sente i meno fortunati se si vive al 5264 della Centosettantasettesima Strada Ovest di una città non altrimenti specificata, in un quartiere spento dove non succede niente: nessuna banda che suona, case stregate o cacciatori coraggiosi, qualche leone o tigre feroce liberamente circolante sarebbe auspicabile per movimentare il quartiere e in mancanza di queste ci si potrebbe accontentare almeno di un indiano sul sentiero di guerra, che so!…qualche fuoco d’artificio? Niente. Solo noia. Chester così noiosamente assorto occupa uno spazio fisico relativo al suo stato di bambino seduto che, così mostruosamente annoiato, prova noia anche a muoversi e comprendere uno spazio leggermente più ampio. Muove le braccia ma per reggere la sua testa, alza una gamba per appoggiarci un braccio, incrocia le mani sulle ginocchia, le cinge rannicchiandosi, incrocia le gambe. Ma nella fissità della sua sconsolata condizione, in un quartiere che gli è così poco simpatico, tutto è nero e incredibilmente immobile, anche l’occhio del lettore. Se non fosse… per quelle due bambine tinte di rosso che avanzano in sincronia perfetta saltando alla corda, la stessa, 36, hanno già fatto 36 salti e senza inciampare! O per quella banda di marmocchi che gira a suonare i campanelli delle case delle povere vecchine e poi scappa a nascondersi ridendo a crepapelle…159…O per il ladro in turchese e mascherato che furtivo si sporge da dietro il tronco dell’albero di Chester, via libera! e refurtiva in spalla se la dà a gambe inseguito – qualche pagina più tardi – da un rigido gendarme che gli intima, urlando, di fermarsi. E poi il fuoco e il camion dei pompieri rosso e il postino verde come la mamma che richiama Chester a casa che troppe cose stanno succedendo e forse pioverà…1.405…Ahi!…Ohi!

Chester e il tronco dell’albero al quale si appoggia, nero anch’esso, sono la quinta, il primo piano in una composizione assolutamente piatta dietro il quale scorre un altro film, dove una serie di situazioni si susseguono al limite dell’assurdo sulla doppia pagina, dove i disegni sullo sfondo, in terzo piano, sono lasciati volutamente in bianco e nero, in contrasto con personaggi e oggetti vistosamente colorati che vi si affacciano, come nella migliore delle tradizioni della grafica americana degli anni ‘60. Un albo estremamente divertente sebbene Chester non condivida affatto…lui è davvero troppo noioso.

 

Nel mio quartiere non succede mai niente
di e illustrato da Ellen Raskin
tradotto da Davide Musso
edito Terre di Mezzo editore
collana I Classici
euro 12
età di lettura dai 5 anni


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