Never Give up: la mia esperienza nel carcere minorile di Nisida

Annalaura Di Luggo
8 dicembre 2015

Daniel Mc Vicar

In occasione di “The Others Art Fair”, fiera d’arte contemporanea a Torino nel Carcere Le Nuove, a cura della Galleria The Format – Contemporary Culture Gallery di Guido Cabib, è stata presentata la mostra “Never give up” di Annalaura di Luggo, frutto dell’incontro performativo con dieci detenuti del Carcere Minorile di Nisida.

I detenuti sono stati stimolati dall’artista, per due giornate, attraverso l’utilizzo sia di interviste singole che di coinvolgimento performativo collettivo con l’obiettivo di sviluppare un processo positivo di autostima e di conoscenza interiore: “Never give up”, appunto.

Il risultato di queste giornate ha preso forma concreta sulle pareti di una delle celle di isolamento del carcere Le Nuove di Torino, dove le iridi giganti dei giovani sono state affiacate da scritte sui muri, mantra di sogni, desideri, visioni, paure ed incertezze.

IMG_0229

Con una macchina fotografica appositamente da lei modificata, Annalaura porta avanti il suo progetto Occh-IO Eye-I: ritrarre l’anima e oltrepassare le maschere che immancabilmente si costruiscono, per imbrogliare noi stessi.

Ai visitatori della mostra The Others è stata proposta una suggestiva esperienza in cui, una persona alla volta, si viene chiusi all’interno di una cella, trovandosi così avvolti dai sentimenti di sofferenza, abbandono, rabbia e speranza trasmessi imponentemente dai 10 mega ritratti dell’iride dei detenuti. Nel bagno della cella, invece, è stato esposto un video artistico con in sottofondo le voci originali dei giovani. «Vuless’ fa’ contenta a mammà». «Io vorrei cambiare un po’». «Cambiare solo un poco?», «Sì sì, un poco perché non voglio rinunciare allo scugnizzo che è in me». «Vuless cammenà mano a mano con mia figlia». «Chiudo gli occhi e vedo o’scuro». Questi sono solo alcuni degli stralci dell’incontro-dialogo che Annalaura di Luggo ha tenuto con i ragazzi del carcere minorile di Nisida, a Napoli. «Ero preoccupata – racconta – perché direttore del carcere e operatori mi avevano avvertita che non sarebbe stato facile riuscire a creare una relazione con i ragazzi, catturare la loro attenzione. Invece è stata una meravigliosa sorpresa, abbiamo trascorso insieme tre ore e mezza e sono tornata anche il giorno successivo».

Eleonora Brigliadori

Tra gli ospiti d’eccezione ritratti nella cella: Daniel Mc Vicar, famoso protagonista della soap tv Beautiful, Eleonora Brigliadori, Angela Missoni con Bruno Ragazzi che si sono tutti fatti fotografare l’iride davanti al pubblico incuriosito.

La mostra sarà portata a Napoli a Febbraio all’interno del carcere di Nisida. Così il progetto Occh-IO, Eye- I che, ha immortalato oltre a persone comuni anche personaggi famosi – come Antonio Banderas, Kerry Kennedy, Alessandro Preziosi, Robert Davi, Lola Ponce Aaron Diaz, Paul Haggis, Mark Canton, Giulio Berruti – è arrivato al carcere di Nisida: l’artista ha scelto l’Iride come strumento di parificazione che prescinde da sesso, età, notorietà, posizione sociale o razza, diventando uno strumento di accesso all’essenza dell’anima di qualunque individuo. Annalaura di Luggo ha cercato di spingere i giovani a tirar fuori le proprie potenzialità, credere in sé stessi e avere la capacità di reagire per lasciarsi il passato alle spalle e guardare al futuro con positività: con quegli “occhi nuovi” che lei stessa ha voluto ritrarre.