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New entry a Torino: è arrivato il Mercato Centrale, presto anche a Milano

Giorgia Giuliano
1 Maggio 2019

È una svolta pop quella che distingue la nostra bella (e buona) Italia ormai dal 2014, anno di nascita del Mercato Centrale di Firenze che da allora ha regalato alla città un secondo cuore che batte all’impazzata perché piace alle persone e piace a chi ne fa parte. Un nuovo collegamento che quasi rimpiazza le classiche autostrade: quelle percorribili diventano le vie del gusto che avvicinano Firenze a Roma (dove pure ha aperto il Mercato Centrale in zona Termini) a Torino e – in autunno 2019 – anche Milano. Il valore di questo format di successo è al quadrato perché punta innanzitutto alla rivalorizzazione di aree urbane messe un po’ da parte ma che grazie a questo progetto così di squadra e così umano acquistano importanza al punto che a momenti le orecchie fischiano anche ai luoghi.

Nel capoluogo piemontese il Mercato Centrale ha aperto nel quartiere di Porta Palazzo e si sviluppa su tre piani: il primo è quello dedicato alla formazione con anche la scuola di cucina Lorenzo de’ Medici; il secondo piano sarà invece prerogativa di eventi culturali perché questo è anche un luogo di confronto e informazione. A tavola invece si sta al piano terra: cosa si mangia a Torino? L’Italia intera, dalle specialità sicule al Trapizzino romano di Callegari e poi ancora i tartufi di Savini e Barbero, addirittura il pane impastato e sfornato in loco tre volte al giorno. C’è anche la cucina stellata a prezzi più accessibili: il trio è composto da Davide Scabin, Matteo Baronetto e Marcello Trentini; ognuno di loro rappresenta una buonissima eccezione in questo spazio dai piatti veloci e dalle passeggiate per lo più gastronomiche.

Nel frattempo a sfregarsi le mani è Milano che ha già fatto posto al prossimo mercato negli spazi della Stazione Centrale su una superficie di oltre 4000 metri quadrati. Non potrà che esserci l’imbarazzo della scelta tra i 20 banchi che andranno a costituire l’offerta gastronomica ideale a tutte le ore del giorno, senza tralasciare caffetteria, ristorante e un dehor per la bella stagione.

C’è già da chiedersi se i turisti correranno a visitare prima il Duomo o il Mercato Centrale in arrivo nella città più foodie d’Italia.



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