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New York Fashion Week allo sbando. Ora (anche) senza Wang

Martina D'Amelio
18 gennaio 2018

La New York Fashion Week perde un altro big brand: si tratta di Alexander Wang, che ha dichiarato che non sfilerà più in calendario a partire dalla stagione primavera-estate 2019.

Lo stilista statunitense originario di Taiwan ha fatto sapere che unificherà le collezioni e le pre-collezioni con due soli eventi fuori schedule, una a giugno e uno a dicembre (anziché a febbraio e settembre), anticipando i tempi e integrando i diversi appuntamenti. Wang è asolo uno degli ultimi designer in ordine di tempo ad aver scelto di abbandonare la New York Fashion Week, dopo, tra gli altri, Proenza Schouler, Rodarte e Altuzarra (che vanno a Parigi), Victoria Beckham (che a settembre volerà a Londra in occasione del suo decimo anniversario) e Jhon Varvatos (che esce dal calendario ufficiale). E poi Thom Browne, Lacoste, Delpozo. Defezioni di varia natura che hanno causato, tra l’altro, l’accorpamento delle sfilate uomo e donna previste a febbraio 2018.

Una situazione preoccupante, che ha causato l’intervento in via ufficiale di Steven Kolb, presidente e amministratore delegato del Council of fashion designers of America (Cfda), che ha dichiarato a Wwd che anche altri brand dopo Wang potrebbero abbandonare il calendario ufficiale per puntare su eventi allestiti prima dell’estate (facendo così coincidere pre-collezioni e collezioni).

Dal canto suo, Wang ha dichiarato: “Non vedo l’ora di andare in scena a giugno a New York: abbiamo esplorato molti approcci diversi, dalle collaborazioni con Adidas Originals alle capsule collection, per capire come soddisfare al meglio i nostri clienti e siamo giunti alla conclusione che questa sia la scelta migliore. I nostri prossimi fashion show continueranno a rafforzare il dna del nostro marchio, ma la nuova cadenza ci consentirà di parlare al nostro pubblico globale in maniera diversa e più spesso durante l’anno, non solo durante la settimana della moda“.

D’altronde, il fashion system sta vivendo profonde rivoluzioni che vanno ben oltre la New York Fashion Week: basti pensare al fenomeno co-ed che ha invaso l’ultima Milano Moda Uomo, alle scelte “see now-buy now”, al ripiego su eventi e presentazioni a discapito delle canoniche sfilate, fino al lancio di nuove fashion week oltre a quelle di Milano, Londra, Parigi e New York. La rivoluzione è vicina?


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