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New York Fashion Week: tocca a Tom Ford salvare il calendario

Martina D'Amelio
21 Dicembre 2018

Un look della sfilata Tom Ford Men FW18/19

Il Cfda annuncia il solito calendario scarno per le prossime sfilate moda uomo, in programma dal 4 al 6 febbraio. Zero sorprese anche per la moda donna, a parte una: Tom Ford è pronto a sfilare co-ed, e a salvare così le sorti della kermesse.

Lo stilista texano ha fatto sapere che porterà in scena proprio alla New York Fashion Week entrambe le collezioni uomo e donna per l’autunno-inverno 2019/2020 nella serata del 6 febbraio: l’ultima delle tre risicate giornate dedicate al menswear. Un rientro gradito, considerata la generale mancanza di big brand nello schedule maschile.

Tra gli altri appuntamenti per lui annunciati infatti dal Council of fashion designers of America figurano infatti solo nomi sconosciuti ai più: si apre con Joseph Abboud lunedì 4 febbraio, seguito da Todd Snyder. Il 5 febbraio saranno protagonisti Robert GellerOvadia&sons, DyneN. HoolywoodLandlord Linder.

I nomi parlano da sé, senza contare che, come si legge su MF Fashion, un cambio di date ha inoltre fatto sì che Project, il salone di Las Vegas dedicato alla moda maschile, vada in scena proprio in concomitanza con la fashion week, insieme alle fiere Liberty e Agenda, tutte in programma dal 5 al 7 febbraio. Con conseguente dispersione dell’attenzione di buyer e giornalisti. Che, purtroppo, non si preannuncia elevata anche per la settimana della moda donna americana che partirà subito dopo (fino al 16 febbraio) con Ralph Lauren il 7 febbraio.

Se Longchamp riconferma la sua presenza a New York dopo il suo primo défilé lo scorso settembre per il 70° anniversario, tra gli assenti figurano ancora Victoria Beckham (a Londra), Escada, Pyer Moss e Rodarte (che volerà a Los Angeles). Non mancheranno Nicole Miller (7 febbraio), Jeremy Scott (8 febbraio), Tory Burch (10 febbraio), Oscar de la Renta (12 febbraio). In chiusura, il 13 febbraio, come di consueto arriva Marc Jacobs.
Basterà anche quest’anno salvare le controverse sorti delle fashion week americane? Staremo a vedere.



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