Woman

Non i soliti abiti da sposa: intervista a Melania Fumiko

Martina D'Amelio
19 Dicembre 2018

La stilista Melania Fumiko Benassi ritratta nel suo atelier

Estetica giapponese, gusto milanese: dall’incontro di due culture lontane nascono le creazioni di Melania Fumiko Benassi, stilista di abiti da sposa sui generis. Le sue collezioni? Semplici ma imprevedibili. Come una tazza di té verde.

Nata a New York da genitori trentini, ha vissuto tra Parigi e Roma. E oggi Melania, a 33 anni, guida il proprio atelier a Milano dove ogni giorno sostiene nella difficile scelta dell’abito più importante della loro vita le bride-to-be più charmant. Chi approda al 10 di via Chiossetto, a pochi passi da Piazza San Babila, sa che non troverà brillanti lustrini, tulle pomposi, pizzi attillati. Piuttosto abiti sartoriali dal gusto minimale, firmati Melania Fumiko, il brand che ha fondato nel 2015 e che rispecchia in tutto e per tutto il suo métissage culturale. E magari una tazza della calda bevanda giapponese, ispirata alla storia del suo secondo nome, “Fumiko”, appunto.

Da cittadina del mondo Melania è diventata in breve tempo famosa tra le “milanesissime” per il suo mix unico, a metà tra l’estetica nipponica e il proprio gusto tutto italiano. Senza dimenticare i tessuti di qualità, che vanno dalle sete comasche ai materiali di provenienza internazionale, dal Giappone alla Thailandia, dalla Turchia all’Ecuador.

Un abito della collezione “Yuki” SS19 di Melania Fumiko – Ph. Andrea Ciriminna

Il risultato? Due linee, una di abiti da sposa e una dedicata alla cerimonia, d’impronta Couture. La collezione 2019 di Melania Fumiko è composta da modelli decisi che lasciano spazio a un nuovo romanticismo, a una femminilità raffinata e sussurrata, giocata sull’alternarsi di tessuti preziosi come chiffon, georgette, duchesse. A partire da “Yuki”, che in giapponese significa “neve”, la linea che veste le spose più ricercate con un luminoso bianco seta, per arrivare alla “Collezione” dedicata alle occasioni e alla sera, per abiti lunghi che riscoprono colori e materiali inediti.
Ricerca e selezione, pulizia delle forme, attenzione sartoriale e artigianale in ogni dettaglio. Caratteristiche non solo di un brand di abiti da sposa diversi dai soliti, ma anche di una personalità fuori dagli schemi. Che ha voluto raccontarci – e raccontarsi – in quest’intervista.

Come si è avvicinata al mondo della sartoria e soprattutto a quello degli abiti da sposa?
La moda è sempre stata molto presente nella mia vita. Sin da bambina accompagnavo mia madre a fare shopping per serate ed eventi importanti. Influenzata dalla sua passione per il bello, inevitabilmente sono stata conquistata dalle collezioni di Giorgio Armani, dalla ricerca di Marni e Jil Sander, dalle fantasie di Etro: tutti marchi che mia madre amava particolarmente e che mi hanno insegnato il significato dello stile e della ricerca. Amo da sempre gli abiti lunghi ed eleganti, ma la mia visione del dress-code da matrimonio non è mai stata tradizionale e banale: quando ho iniziato a disegnare abiti da sposa, naturale evoluzione della confezione di abiti da cerimonia, ho cercato di esprimere la mia idea di unicità e essenzialità, percorrendo strade creative originali. Niente a che vedere con il classico wedding dress… tessuti particolari, fit lontani da strascichi di pizzo e nuvole di tulle sono i miei cavalli di battaglia.

Un abito della collezione “Yuki” SS19 di Melania Fumiko – Ph. Andrea Ciriminna

Da dove nasce la sua passione per il Giappone e come la traduce nelle sue collezioni?
Il mio secondo nome – “Fumiko” – è giapponese: questo perché poco prima che io nascessi la mia famiglia ha vissuto per 8 anni in Giappone. Fumiko era il nome della prima Maestra di Cerimonia del tè di mia madre, pratica alla quale proprio lei ha dedicato più di 30 anni, fondando poi l’Associazione Culturale Urasenke a Milano. È stato quindi inevitabile farmi condizionare da questa cultura, parte integrante della vita quotidiana della nostra famiglia. Non avrei mai potuto escludere questo Paese, con i suoi contrasti e le sue affascinanti tradizioni, dalle mie collezioni. Amo la pulizia delle linee, il rigore, l’essenza della sostanza e non l’apparenza fine a se stessa. Questi sono concetti tradotti dalla cultura giapponese: l’armonia e la coerenza dell’immagine che creo, il rispetto per il corpo della donna che vesto.

Un abito della collezione “Yuki” SS19 di Melania Fumiko – Ph. Andrea Ciriminna

Quali sono le tre caratteristiche imprescindibili che deve avere un abito?
Amo vestire una donna per esaltarne le peculiarità. Se è a suo agio con la sua immagine, sicuramente si sente più bella e più sicura di sé. Il mio dovere è farla sentire elegante e comoda. Amo la diversità e l’unicità di ciascuna cliente perché ognuna ha la sua storia e, quando entra nel mio atelier, porta con sé la sua vita. Quindi un abito – che sia da sposa o da cerimonia – deve prima di tutto valorizzare il fisico: a ciascuna il giusto taglio. Questa scelta creerà una situazione di comfort emotivo: una maggiore sicurezza di sé, la gioia di piacersi davanti a uno specchio, una consapevolezza ritrovata del proprio corpo. Terza ma non meno importante caratteristica di un abito deve essere l’eleganza: fondamentale, sussurrata, “milanesissima”. Gli elementi imprescindibili per soddisfare una sposa o un’invitata, pronta a godersi appieno uno dei giorni più speciali della propria vita.

Un abito della collezione “Yuki” SS19 di Melania Fumiko – Ph. Andrea Ciriminna

Le sue creazioni sono un mix di semplicità e sartorialità. Che ruolo gioca il tessuto in questo risultato?
È il principale protagonista di un abito da sposa. La ricerca che dedico a questo elemento è molto approfondita. Amo comprare tessuti durante i miei viaggi in giro per il mondo e inserire questi piccoli ricordi anche in alcune proposte della linea cerimonia. Un capo elegante, quasi bisbigliato e non urlato, che parte strategicamente da una riflessione e una scelta dei tessuti che non lascia nulla al caso. Questo mi permette di giocare con i modelli: cambiando materiale, do risalto a dettagli diversi dello stesso abito, perché cambia la mano e cambia la resa. Non è solo una questione di colori, quanto piuttosto di pesi, mani e feeling, oltre che della persona che lo indossa.

A quali clienti tipo si rivolge il suo brand? Quali nuovi progetti ha in serbo?
Melania Fumiko è pensato per tutte quelle donne che vogliono imparare a volersi bene, a ritagliarsi del tempo per se stesse e sentirsi sicure di sé indossando nel loro giorno più bello un abito unico. Sto attualmente lavorando su diversi progetti per soddisfare le richieste dei miei clienti e in particolare su uno che coinvolge sì la sposa, ma anche le sue invitate speciali. Non solo vestiti: Melania Fumiko è ormai pronto ad ampliare la proposta con gli accessori, completamente fatti a mano e con un tocco chic. Se possibile, ancora più prezioso.

 

 



Potrebbe interessarti anche