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Non i soliti noodles: ecco i Lamian e perché li amerete

Giorgia Giuliano
11 Dicembre 2019

Ogni tanto, posiamo la forchetta! E siamo anche avvantaggiati perché per impugnare le bacchette ci vogliono le stesse dita. Bon Wei, il ristorante cinese dello chef Zhan Guoqing a Milano ci ha da poco dato un buon motivo per un cambio di posate: è la nuova carta dei Lamian, i noodles di farina di grano e acqua che impliciti nel nome hanno i gesti che danno loro forma. Anzi, lunghezza. Servono mani e braccia per “la” (che in cinese significa tirare): i “mian” (sempre in cinese, tagliolini) sono il risultato di una buona dose di forza per ottenere un impasto elastico come vuole la tradizione di Lanzhou – che è la città d’origine di questi noodles saltati nel wok con carne di maiale, cipollotto, salsa ai fagioli gialli e julienne di cetriolo, per una lista di sapori che, alla maniera di un post-it, non si dimentica di rinfrescare.

Insieme a questa ricetta, Bon Wei include altri quattro nuovi Lamian proposti a pranzo, spettinati nel piatto, con gli ingredienti come fiori tra i capelli. Ci sono i noodles con uova e pancia di maiale cotta al forno e sfilacciata, quelli alle verdure (cavolo cinese, carote, germogli di soia, peperoni, zucchine e sedano), quelli con uova e gamberi e quelli che se ne stanno caldi in un brodo di mare. Ciotole e ceramiche a fare da altarino gastronomico a questa specialità della cucina orientale che ha addirittura scavalcato agile la Muraglia per arrivare in Italia, Paese degli spaghetti aggrappati alla forchetta.

Tra tagliolini e tagliatelle, anche in Cina hanno la loro versione dei fatti (a mano): i Lamian sono un cinema. Da osservare, cogliendone i movimenti per nulla scontati e utili a raggiungere la lunghezza finale di questa trama fatta di acqua e farina di grano. Da avvolgere e riavvolgere come una vecchia pellicola, tra le bacchette, con la carne, l’uovo e le verdure. Da rivedere, magari scegliendo di fare un viaggio in Cina – precisamente nella regione dello Shandong che è da dove provengono.

Il ristorante Bon Wei intanto ha scritto il suo copione di cinque battute – o Lamian – da provare quando del ragù all’italiana non ne abbiamo proprio voglia.

 

 

Ph credits: Daniele Mari 



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