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Notre-Dame de Paris in 5+1 curiosità

Silvia Ragni
25 Aprile 2019

Quando pensiamo al film che Jean Delannoy le ha dedicato nel 1956, affiora subito alla mente la scatenata danza che la zingara Esmeralda – una Gina Lollobrigida di rosso vestita – inscena, incantando i “folli” che la accerchiano, nella piazza del suo sagrato. Eh già, perché lo splendore di Notre-Dame de Paris, devastata da un incendio esattamente dieci giorni fa, ha sempre ispirato tributi artistici degni della sua iconicità: a partire dal celebre romanzo a cui Victor Hugo, nel 1831, diede come titolo il nome stesso del tempio della cristianità francese. Fu proprio quel libro a dare origine alla trasposizione cinematografica che, forse più di ogni altra, rimane impressa nell’immaginario collettivo. Con Anthony Quinn nel ruolo di Quasimodo, il campanaro deforme, e Gina Lollobrigida nelle sgargianti vesti di Esmeralda, la pellicola ripercorre fedelmente la suggestiva trama narrata da Victor Hugo. Non è un caso che, ancora oggi, la scena in cui Esmeralda volteggia flessuosa accompagnata dall’inseparabile capretta Djali rievochi tutta la meraviglia della cattedrale parigina: rimanda alla sua anima pittoresca, al suo fascino intriso di mistero, alla magnificenza che l’ha assurta a location-chiave della storia di Francia.

Capolavoro dello stile gotico, Notre-Dame de Paris venne edificata suIl’lle de la Cité nel 1163, ma il completamento dei lavori richiese un paio di secoli. La sua struttura a croce latina, insieme alle due torri campanarie laterali, sono inconfondibili quanto i tre rosoni che la impreziosiscono. Durante la Rivoluzione Francese, la furia iconoclasta giacobina mise a ferro e fuoco Notre-Dame, che dal 1845 in poi fu soggetta ad un massiccio restauro diretto dagli architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste-Antoine Lassus: fu proprio a metà ‘800 che vennero realizzati, tra l’altro, la guglia alta 45 metri crollata a causa del recente incendio ed i “mostruosi” gargoyles che adornano la cattedrale.

Ma quali curiosità circondano questo monumento talmente spettacolare da guadagnarsi il titolo (nel 1991) di Patrimonio dell’Umanità UNESCO? Scopriamole insieme.

1. La foresta
Il tetto di Notre-Dame, costituito da travi in legno che l’incendio del 15 Aprile scorso ha in gran parte distrutto, era stato ribattezzato “la foresta”. Terminata nel 1326, la sua struttura a capriate si avvaleva di telai realizzati addirittura un secolo addietro e si stima che per costruirla vennero utilizzati ben 1300 tronchi di quercia, l’equivalente di oltre 21.000 ettari di alberi abbattuti: un’ampiezza quasi da fare invidia al bosco di Fontainebleau!

2. Il tempio della ragione
All’epoca della Rivoluzione Francese, Notre-Dame conobbe il suo periodo di maggior devastazione. Fu saccheggiata, danneggiata, snaturata nel profondo: nel 1793 (anno del ghigliottinamento di Luigi XVI), in segno di disprezzo nei confronti dell’iconografia monarchica, le 28 statue raffiguranti i Re della Giudea incastonate nel loggiato della Galleria dei Re vennero brutalmente decapitate, e un’ordinanza del Comune di Parigi dispose la distruzione delle rimanenti statue della facciata. Tutti i preziosi presenti all’interno della cattedrale furono destinati alla Zecca, che si incaricò della loro fusione. La stessa sorte toccò alle campane, smontate in blocco e successivamente fuse, pronte per essere tramutate in cannoni; dalla furia si salvò solo “Emmanuel”, il campanone dal peso di circa 13 tonnellate forgiato nel 1631. Il luogo di culto parigino per eccellenza, in linea con gli ideali rivoluzionari, cambiò nome e venne ribattezzato “Tempio della Ragione”.

3. Victor Hugo e “Notre-Dame de Paris”Gli anni a cavallo tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 videro una Notre-Dame ridotta in pessime condizioni: la Rivoluzione Francese l’aveva letteralmente deturpata. A Parigi, le voci di una sua demolizione si facevano sempre più insistenti. A risollevarne le sorti non bastò neppure la fastosa incoronazione a imperatore di Napoleone, che si svolse nella cattedrale il 2 Dicembre 1804. L’opinione pubblica continuava a suddividersi tra i fautori dell’abbattimento e della salvaguardia quando apparve un romanzo, “Notre-Dame de Paris”, in cui Victor Hugo incarnava nel monumento lo spirito stesso della Francia: il successo fu strepitoso, e Notre-Dame raggiunse una popolarità tale da calamitare visitatori da tutta Europa. Era il 1831. Qualche anno dopo furono iniziati dei lavori di restauro che le conferirono un nuovo, stupefacente splendore.

4. Le testimonianze storiche
A proposito di “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo: Quasimodo, il suonatore di campane gobbo del romanzo, era stato ispirato da un personaggio realmente esistito. Pare fosse uno scultore soprannominato “Le bossu” che Hugo conobbe nella capitale francese. Reali in tutto e per tutto sono, invece, le importanti testimonianze storiche che ebbero Notre-Dame come location. Per citarne solo alcune, l’incoronazione di Enrico VI di Inghilterra, il processo di riabilitazione di Giovanna D’Arco (1456), l’auto incoronazione di Napoleone ad Imperatore dei Francesi (1804), le celebrazioni per la liberazione di Parigi dall’ occupazione nazista (1944) e per la Vittoria (1945), la commemorazione del Presidente Charles de Gaulle (1970). A Notre-Dame viene conservata, inoltre, la preziosa reliquia della Corona di Spine di Cristo, che l’imperatore di Costantinopoli Baldovino II offrì in dono al re di Francia Luigi IX nel 1238.

5. I gargoyles
Avete presente quelle figure mostruose che, scolpite in pietra, vi osservano dall’alto della cattedrale? Sono i cosiddetti “gargoyles”, ma nonostante il loro aspetto non hanno nulla a che vedere con il gotico. E neppure con il periodo in cui fu costruita Notre-Dame. Apparvero infatti per la prima volta a metà dell’Ottocento, durante il restauro curato dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc: ideati da quest’ultimo, i 54 mostri nacquero con la doppia valenza di elementi ornamentali delle grondaie (“gargouille”, in francese, significa appunto “grondaia”) e di entità demoniache che vigilavano sul tempio, del quale costellano il perimetro. Secondo lo storico Michael Camille, tuttavia, i gargoyles incarnerebbero l’avversione dei parigini nei confronti delle orde di provinciali che invadevano la Ville Lumière, mentre una leggenda racconta che, dopo la morte di Giovanna D’Arco, i “mostri” di Notre-Dame si tramutarono in creature in carne ed ossa assetate di vendetta.

6. Point zero
Nella piazza della cattedrale, posizionato tra i ciottoli su cui Esmeralda improvvisa la sua danza gitana, spicca un medaglione in bronzo con una stella ad otto punte al centro; tutt’intorno, sulle lastre in pietra che lo circondano, è incisa la scritta “Point zéro des routes de France”. Si tratta di un riferimento importante: qui viene calcolata, infatti, la distanza da Parigi di qualsiasi altra città francese. In questa “rosa dei venti” risalente al 1924 è come se si intrecciassero tutte le strade del Paese, e va da sé che il “Point zéro” non sia rimasto immune da leggende e da credenze varie. Si dice che chi l’abbia calpestato anche solo una volta, sia destinato a ritornare a Parigi. Molti vi lanciano monete in omaggio alla “Città delle Luci”, altri baciano il partner con i piedi posati sul suo medaglione bronzeo per propiziarsi una love story che non avrà mai fine.



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