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Notti russe, che più bianche di così non si può

Claudia Alongi
12 marzo 2013

Tradizione vuole che più di trecento anni orsono, lo Zar Pietro il Grande si imbatté quasi per caso nel fascino impareggiabile delle cosiddette Notti Bianche di San Pietroburgo e ne restò talmente incantato e sbalordito che decise di fondare proprio lì, sulla foce del fiume Neva, la capitale della Russia zarista.
Ma spieghiamoci meglio.
La città di San Pietroburgo, seconda per grandezza solo a Mosca, miscela sapientemente l’aspetto e il fermento di una metropoli europea a un’anima seducente che sembra strappata ai romanzi di Dostoevskij. Un fascino che le è valso l’appellativo di “Venezia Russa”, per i suoi romantici canali attraversati da più di seicento ponti levatoi.
Ma l’incanto di San Pietroburgo si fa ancora più manifesto ed effervescente nelle notti estive, quando il giorno sconfina generosamente nelle ore serali: è quel fenomeno naturale definito “luce solare notturna”, tipico delle località che si trovano a un’elevata latitudine.
Così, nelle sere estive pietroburghesi la città dorme poco, locali e musei restano aperti più a lungo e musica dal vivo ed eventi di ogni tipo allietano l’andirivieni di turisti sparsi qua e la ad ammirare i suggestivi  giochi di luce offerti dal cielo.

In questa splendida e crepuscolare cornice, si stagliano gioielli architettonici senza eguali: il Palazzo di Marmo, la cattedrale di San Nicola del Mare, la Fortezza di Pietro e Paolo, la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, il Palazzo d’Inverno e soprattutto il Museo dell’Ermitage che custodisce forse la più importante collezione d’arte al mondo. Pensate che l’edificio che lo ospita faceva parte della reggia imperiale che per oltre due secoli ha accolto le famiglie degli zar Romanov.

Semmai vi doveste trovare a San Pietroburgo, suggeriamo infine: agli amanti del balletto classico russo di visitare il prestigioso Teatro Mariinsky; agli spendaccioni di bighellonare alla ricerca dell’autentica e certificata ambra del baltico; ai golosi di assaporare il celeberrimo caviale russo.
Per tutti un po’.

Claudia Alongi


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