Auto

Nuova Ford Focus: un trionfo di sicurezza

Matteo Giovanni Monti
23 novembre 2018

Mai come negli ultimi tempi la sicurezza è diventata un tema principale e di primissimo piano nel mondo dell’automotive: le case di riferimento non smettono mai innovare e continuano a migliorarsi producendo auto sempre più sicure ed equipaggiate con le più raffinate tecnologie. Una su tutte Ford, che con il suo modello di punta Focus, si è aggiudicata il punteggio massimo della categoria: 5 stelle Euro NCAP.

AOggi vogliamo raccontarvi proprio la nostra visita tutta dedicata alla sicurezza presso il Merkenich Technical Center di Ford Europe a Colonia, la più moderna struttura (costata €15,5 milioni) dedicata alla sicurezza dell’Ovale Blu. Abbiamo visto dal vivo tutto il programma di crash test della nuova Ford Focus, scoperto quanto costano i manichini (dummies), nonché toccato con mano tutti i nuovi sistemi di aiuto alla guida.

Un esempio tra tanti: forse non tutti sanno che la prova autodistruttiva – il crash test –, è “solo” il risultato finale nonché conferma definitiva e messa in pratica di innumerevoli ore di simulazioni effettuate al pc e dedicate a: dimensionamento dei componenti critici, setup di tutti i parametri sensibili del veicolo, occupanti interni all’auto e condizioni climatiche esterne.

Ma cosa ha determinato le 5 stelle Euro NCAP?

Sicuramente l’avanzata piattaforma anteriore C2 costituita dal 33% di acciaio al boro ad altissima resistenza con più del 40% d’assorbimento frontale, i sistemi di ritenuta (cinture di sicurezza) e i rapidissimi Air Bag che in 30 millisecondi esplodono e proteggono tutti i passeggeri.

Poi grazie alla combinazione di 3 radar, 2 telecamere e 12 sensori ultrasuoni hanno contribuito anche le seguenti tecnologie di assistenza alla guida:

  • Adaptive Cruise Control (ACC) disponibile con Stop&Go, Speed Sign Recognition e Lane-Centring per non impazzire nel traffico.
  • Adaptive Front Lighting System con Predictive Curve Light e Sign-based Light, che regola l’illuminazione dei fari per la massima visibilità prima di raggiungere una curva, un incrocio o una rotonda, leggendo per la prima volta le informazioni della segnaletica stradale.
  • Head-up Display (HUD), aiuta i conducenti a mantenere l’attenzione costante sulla strada da percorrere.

A cui si aggiungono anche funzionalità progettate per evitare o limitare gli effetti derivati dalla stessa interazione con le tecnologie e quindi potenziali fonti di distrazione:

  • Pre-Collision Assist con Pedestrian e Cyclist Detection, che rileva pedoni e ciclisti presenti sulla strada o che potrebbero attraversare nella traiettoria del veicolo. Nel caso di una potenziale collisione e mancata risposta da parte del conducente, questo sistema aziona automaticamente i freni evitando quindi di investirli.
  • Evasive Steering Assist, che grazie all’utilizzo di un radar e una telecamera agendo sullo sterzo, aiuta a ridurre il rischio di eventuali collisioni dovute a veicoli lenti o inaspettatamente fermi presenti sulla strada.
  • Wrong Way Alert, che sempre grazie ad una telecamera installata sul parabrezza, avvisa se sti sta marciando in contromano e sfruttando le informazioni ottenute dal sistema di navigazione dell’auto indica al conducente di fermarsi o invertire il senso di marcia.
  • Blind Spot Information System con Cross Traffic Alert che segnala al conducente quando altri veicoli si avvicinano ai lati nell’angolo cieco e consente, per la prima volta, nel caso in cui il guidatore non risponda alle segnalazioni, di frenare per evitare o diminuire le conseguenze di una eventuale collisione

Sled Test, il crash test al rovescio

In aggiunta al tradizionale crash test frontale, gli ingegneri Ford hanno deciso di aggiungere e quindi investire ulteriormente nella campagna di sicurezza introducendo anche lo Sled Test. Si tratta di un’innovativa prova che consiste nell’urto frontale di un pistone – azionato idraulicamente – con la parte anteriore dell’automobile; in questo caso la macchina è ferma e quindi non compie “attivamente” il frontale come avviene nel classico crash test, ma lo subisce “passivamente” dal colpo del pistone. Assistere all’impatto è stato molto forte ed impressionante, infatti il muso dell’auto subisce una forza pari a 250 mila chilogrammi e le trasmette un’accelerazione di gravità 80 volte superiore a quella che si genera con gli incidenti stradali del mondo reale. Il tutto avviene in una manciata di secondi registrati istante per istante dalle avanzate telecamere ad alta velocità a 1.000 fotogrammi al secondo, utili ai tecnici per poi controllare tempi d’aperturea degli airbag, risposta delle cinture di sicurezza e tutte le deformazioni subito dal corpo vettura.

Poveri ma preziosi manichini

Infine, vi sveliamo che i manichini, che sembrano brutti, stupidi e semplici fantocci in legno, totalmente inespressivi e vestiti con colori insulsi abbinati a caso, hanno tuttavia un certo valore. Questi signori “da due lire”, essendo a tutti gli effetti degli umani, al momento dei crash test e durante tutta la sperimentazione e conseguente validazione di un’autovettura moderna sono la risorsa più preziosa e forse più onerosa. I costosissimi sensori ed aggeggi elettronici (pensate che solo nella testa ce ne sono 15) installati in posizioni anatomiche chiave come gabbia toracica, colonna vertebrale, nonché tutto l’apparato scheletrico, riproducono con estrema accurattezza e precisione i danni fisici subiti durante l’urto e l’impatto. Disponibili di qualunque età e peso, partono da un minimo di 150 mila euro fino ad arrivare a un massimo di 500 mila; le stesse scarpe che indossano realizzate con speciali materiali militari valgono all’incirca 100 euro.


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