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Open Colonna Milano: il ristorante di Antonello Colonna di Negativo ha solo la Carbonara

Giorgia Giuliano
16 Ottobre 2019

Milano tempio della ristorazione. E in effetti le colonne non mancano, e sono tutte in riga. Ma la colonna portante è anche la più nuova e più che sorreggere un tetto sorregge quella forchettata di pasta per cui Roma diventa un boccone cremoso e un retrogusto compiaciuto.  La Capitale va a farsi bella (e buona) anche al Nord e le confida i suoi piatti perché del resto i segreti non hanno sapore.

In quel battito cardiaco che è Cordusio la gente corre o temporeggia, passa o si ferma. Si ferma e assaggia. La storia dei palazzi, le vetrine dei negozi, i tavolini apparecchiati per chi invece non ha affatto tempo per correre.

Open Colonna Milano è il nuovo appetito che bisogna saziare e viziare, sapendo che avere fame a tutte le ore non sarà mai un problema. Colazione, pranzo, pranzo pomeridiano, cena o cena all’ultimo secondo: una cucina disponibile, un sentore riconoscibile, una mano venerabile. È quella dello chef Antonello Colonna che si fida del parere di una Milano internazionale sì, ma innanzitutto buongustaia.

Il nuovo ristorante ha un design diritto e fluido, come fluido scorre il guanciale nel suo Negativo di carbonara, il piatto più iconico dello chef. Croccante e sinuoso sulla pasta, come se stesse trascorrendo beato un pomeriggio sul divano di casa. C’è un angolo di menù riservato ai piatti più celebri di Antonello Colonna ma ci sono anche proposte più leggere come il carciofo sott’olio, brace e schiacciata romana, verdure dell’orto o abbacchio da condividere, secondi piatti da mangiare in un secondo come il caciucco alla livornese. C’è Roma, c’è la Toscana, c’è Milano (con la cotoletta): le città italiane sembrano trovarsi tutte nello stesso punto o sulla stessa carta –sconfinate, ordinate (lo avete già fatto, vero?), saporite. Ai fornelli, a spalleggiare la buona cucina di Colonna, l’Executive Chef Alessio Sebastiani.

Con lo chef romano, nel progetto, Emanuele Sala e Simone Dimitri. Tre menti, un menu di argomenti e una colonna che, a dirla tutta, sembra già un monumento.

 

Ph Credits: Alessandro Scipioni (dishes), Massimiliano Ninni (location).

 



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