Fotografia

Ore 18, l’orario è finito: a Torino lo sguardo nostalgico di Massimiliano Camellini

Chiara Di Leva
30 Gennaio 2019

Massimiliano Camellini, Leumann 8, Collegno (Torino), 2010

“Ore 18, l’orario è finito”: riunite sotto un titolo dalla grande carica nostalgica, le fotografie di Massimiliano Camellini raccontano una storia insolita, dimenticata negli interni dell’antico Cotonificio Leumann di Collegno, costruito tra fine Ottocento e Novecento.

Esposte negli spazi del bookshop della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a Torino, le immagini rappresentano un lirico esempio di reportage. La rassegna, curata da Lorand Hegyi ricostruisce un ultimo giorno di lavoro, un’ultima ora, le 18. Ma non un momento qualunque, bensì la fine di una giornata lavorativa che segna anche la fine di un’epoca, quella dell’era industriale in Europa.

  • Massimiliano Camellini, Chiudere bene la porta sempre, Collegno (Torino), 2011

  • Massimiliano Camellini, Fuori servizio, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Greggi, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 1, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 3, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 6, Collegno (Torino), 2011

  • Massimiliano Camellini, Leumann 7, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 10, Collegno (Torino), 2011

  • Massimiliano Camellini, Leumann 12, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 14, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 16, Collegno (Torino), 2011

  • Massimiliano Camellini, Leumann 21, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 26, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 55, Collegno (Torino), 2010

  • Massimiliano Camellini, Leumann 60, Collegno (Torino), 2010

Il capoluogo piemontese, città per eccellenza dello sviluppo industriale, non lontana da quel borgo che ospitò la grande fabbrica, accoglie oggi la rassegna, quasi a concludere quel progetto cominciato dal fotografo veneziano proprio in quella terra ben 9 anni fa. Le immagini, tutte realizzate tra il 2010 e il 2012, mostrano un luogo abbandonato, in cui la presenza umana è affidata ad oggetti, semplici tracce del passaggio di quel tempo che fu. Come per incantesimo, tutto è com’era e allo stesso tempo non lo è più.

“Massimiliano Camellini ci mostra il passato attraverso l’avvicinamento ai piccoli, quasi invisibili e insignificanti dettagli del presente, che portano in se stessi la totalità del passato. Così nasce la melanconia, la interiorizzazione fatalistica del trascorrere del tempo, mentre noi sperimentiamo empaticamente l’intera Lebensvergangenheit (il passato che diviene progressivamente una componente del contemporaneo) nell’ambiente che ci circonda”, così le parole di Lorand Hegyi danno voce a quelle poetiche immagini.

 

 

Massimiliano Camellini. Ore 18, l’orario è finito
Bookshop della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane 20, Torino
Dal 18 gennaio al 17 febbraio 2019
Orari: dal venerdì alla domenica dalle 12 alle 19

 

 



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