Sport

Pallanuotisti: i nostri campioni “mondiali”

Alessandro Cassaghi
15 Luglio 2019

Tempo di ferie, tempo di mare. E cosa c’è di meglio di due tiri con la palla immaginando di fare gol all’amico, e invece sparare la palla a distanza chilometrica in mezzo al mare? Se volete vedere dei campioni all’opera, piuttosto, accendete la tv: c’è il mondiale di pallanuoto.

L’origine del curioso nome della nostra nazionale: “settebello”. I telecronisti spesso chiamano i nostri pallanuotisti “settebello”, ma come è nato questo nome? Nel 1948 era il soprannome della squadra Rari Nantes Napoli, perchè gli atleti erano soliti giocare a scopa durante le trasferte. Così alle Olimpiadi di Londra tre giocatori della Rari Nantes dissero al radiocronista Nicolò CarosioNoi siamo quelli del settebello, alla radio ci chiami così”. Da allora, quello divenne il soprannome degli azzurri.

Un palmarès da fare invidia a molte altre nazionali. I nostri azzurri della pallanuoto, da quel famoso 1948 quando nacque ufficialmente la definizione di “settebello”, hanno infilato una serie di vittorie importantissime che hanno fatto diventare la nostra squadra una delle più forti di questo sport. Gli azzurri hanno messo in bacheca infatti tre ori olimpici, nel 1948, 1960 e 1992, tre mondiali, nel 1978, 1994 e 2011, tre volte sono diventati campioni europei (1947, 1993, 1995), hanno trionfato una volta in coppa del mondo (nel 1993) e sono stati campioni dei giochi del Mediterraneo per ben sei volte, nel 1955, 1963, 1975, 1987, 1991 e 1993. Un palmares da urlo, non c’è altro da dire!

Anche il “setterosa” è vincente! Come per gli uomini della pallanuoto, anche le donne del “setterosa” sono atlete dal talento cristallino che vincono medaglie d’oro. Anzi, considerando che ufficialmente il primo team di pallanuoto femminile italiano è nato nel 1990, il palmares della nazionale femminile che conta un’Olimpiade (nel 2004), due campionati mondiali (nel 1998 e nel 2001) e ben cinque campionati europei (nel 1995, 1997, 1999, 2003 e 2012) è di tutto rispetto e ci porta nell’Olimpo di questo sport.

Le origini: perché si chiama “polo in acqua”? Uno dei primi sport di squadra olimpici (venne introdotto a Parigi nel 1900), il gioco che poi sarebbe diventato pallanuoto prese vita tra il 1860 e il 1880 e prese spunto dalla versione “acquatica” dei giochi tradizionali come calcio, rugby, pallamano e polo. Proprio per questo inizialmente, in Inghilterra e Scozia, la pallanuoto veniva chiamata water polo, polo acquatico. Le prime partite di questa disciplina erano molto violente, si giocavano tra galeotti che venivano portati a lavarsi nel mare e nei fiumi. Con l’introduzione delle porte, nel 1887, si iniziò a vedere la prima forma della moderna pallanuoto: prima dell’introduzione dei pali e della traversa, infatti, la palla doveva essere posizionata in un punto prestabilito della vasca.

Carlo Silipo: il nazionale dei record. L’attuale allenatore delle squadre dei ragazzi dell’under 18 e under 19 della nazionale italiana, Carlo Silipo, è il recordman del settebello con ben 482 partite disputate con l’Italia negli anni dal 1991 al 2004. Difensore dalle spiccate doti realizzative, è stato a lungo un pilastro della Nazionale, della quale è stato anche il capitano. Il suo eccezionale palmares, oltre ai 7 campionati, 3 euroleghe e altri trofei, conta anche di un oro olimpico, nel 1992, un mondiale, nel 1994, una coppa del mondo, nel 1993, due europei, nel 1993 e 1995, e un oro ai giochi del Mediterraneo. Non vi basta? Tra argenti e bronzi, Silipo ha messo al collo altre 8 medaglie: un vero portento!



Potrebbe interessarti anche