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Panino Giusto apre in Piazza Cordusio: ci mette la firma anche Caterina Ceraudo

Giorgia Giuliano
8 Maggio 2019

Sembra un’onda verde quella che attraversa la carreggiata gastronomica di Milano: le mani stavolta non sono fisse sul volante quanto su di un panino giusto – quello di Caterina Ceraudo, calabrese convinta e chef donna assai talentuosa con una sola manciata di ingredienti.

Una buona notizia dopo l’altra perché in Piazza Cordusio ha da poco inaugurato Panino Giusto First Floor, che porta la storica catena milanese nata nel 1979 e ad oggi presente in ben 5 Paesi ad offrire per la prima volta un’esperienza con vista: se tutti i 32 locali si affacciano su strada, il nuovo store vicinissimo al Duomo si colloca al primo piano sporgendo sui dettagli dei palazzi antichi e sulla bellezza generale di una Milano che si guarda dall’alto da più vetrate e da più prospettive: oltre che da Piazza Cordusio anche da Via Casati e Via Santa Maria Segreta.

Un’iniziativa che nasce con il brand Yamamay e che porta Panino Giusto ad assicurarsi una ricetta d’autore creata apposta per restare unica da Caterina Ceraudo: si chiama Petèlia l’alternativa al nastro inaugurale del nuovo punto vendita a Milano. Il pane è ottenuto dal “grano di montagna”, il grano Verna, coltivato in Calabria nella zona della Sila a 1300 metri d’altezza. Al suo interno un gioco di supporto e di contrasti con capocollo, stracciatella, insalatina di campo e agrumi canditi e l’iconica cipolla di Tropea marinata in aceto di lamponi. Un panino che punta tutto sulla Calabria punta d’Italia, e che ci lascia mordere un legame vivo e indissolubile, quello tra la Ceraudo e la sua terra d’origine, dove crea e innova felice la sua cucina attenta presso il ristorante Dattilo – una stella Michelin. La giovane chef che con la sua proposta entra ufficialmente nell’area menu dedicata ai Maestri della cucina italiana insieme a Claudio Sadler dichiara di essersi cimentata per la prima volta in questo cibo da mangiare con le mani e che ha chiamato col nome (in greco) della sua cittadina, Strongoli.

Missione compiuta dunque? Certo che sì, e addirittura con vista.



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