Papa Francesco: il dietro le quinte

Alberto Pelucco
19 marzo 2013

Anche se non sono mancati nella storia del papato pontefici francescani, Francesco è il primo ad adottare il nome del “poverello di Assisi”, emblema di quell’umiltà che non manca nel nuovo Servus Servorum Dei. Basti pensare alla nomina ricevuta in piedi anziché sullo scranno papale, o la rinuncia al titolo di Sommo Pontefice in favore del semplice “Vescovo di Roma”.
Tra le sue passioni, il calcio (tifosissimo del San Lorenzo), il tango e la buona cucina, da quando la madre, rimasta semiparalizzata dopo un parto, gli insegnò come preparare da mangiare per tutta la famiglia. Lo stesso Bergoglio confessa la sua predilezione per i calamari. Del Santo di Assisi Bergoglio pare condividere anche la propensione al dialogo. Sembra ieri quando supplicò il dittatore Jorge Rafael Videla Redondo, “l’Hitler della pampa”, di liberare due confratelli.

E che dire del rapporto diretto con il popolo, specie le frange più povere ed emarginate? In Argentina raccontano di come non abbia mai celebrato la lavanda dei piedi del Giovedì Santo in una cattedrale, ma sempre in luoghi diversi: da un carcere di Devoto a un ricovero per senzatetto. Oppure di quando nel 2001 invitò i fedeli, che volevano accompagnarlo a Roma per la nomina a cardinale, a destinare i soldi della colletta ai poveri.
Figlio di un ferroviere originario di Portacomare Stazione, nell’astigiano, Jorge Mario Bergoglio, si è presentato ai fedeli con un inchino e vestito interamente di bianco, la talare priva della mozzetta, e il suo crocifisso, quello di acciaio indossato quotidianamente, non quello d’oro, come invece vuole la  tradizione.
Le medesime scarpe che portava da Cardinale, ben lontane da quelle rosso porpora di Benedetto XVI.
L’abito cardinalizio fu confezionato dalla sorella, ora gli indumenti saranno forniti dalla storica sartoria romana Gammarelli, classe 1798, da sei generazioni gestita dalla stessa famiglia che dal 2000 fa capolino  nell’ ”Elenco dei Negozi Storici” di Roma.
Da quattro generazioni invece la famiglia Bianchi a Capiago Intimiano gestisce l’omonima Seteria, autrice dei ricercati tessuti papali. L’azienda, fondata a Como da Ettore Bianchi nel 1907, ancora oggi riproduce a telaio tessuti fatti a mano nel Seicento e Settecento e, oltre a fornire i tessuti al Papa, produce tessuti per la Casa Bianca.
Una scelta, quella di Francesco, che ha stupito tutti, compresa la Cei, autrice di un’ormai famosa gaffe. Una scelta in linea con quel passo delle Fonti Francescane, in cui Dio invita San Francesco  a “ripara la mia chiesa, che, come vedi, è tutta in rovina”. Benvenuto Papa Francesco, benvenuto nei nostri cuori.

Alberto Pelucco