Sport

Paraolimpiadi: Zanardi & Co, tutti diversamente grandi

Riccardo Signori
5 settembre 2016
immagini.quotidiano.net

Martina Caironi

Un rito supremo e meraviglioso accompagna le Olimpiadi ormai da decenni, esattamente dai Giochi di Roma del 1960. Parliamo di Paraolimpiadi, ovvero dei Giochi di coloro che sono definiti, in modo restrittivo, “diversamente abili”. No, le Paraolimpiadi sono i Giochi di atleti fantastici, molto più abili dei normodotati. In ogni loro gesto ti dicono che “si può!”, si può sempre: basta provarci e volerlo. Le Paraolimpiadi cominceranno mercoledì a Rio de Janeiro e dureranno 11 giorni (fino al 18 settembre), negli stessi impianti dei Giochi olimpici appena conclusi. Ci saranno quasi 4300 atleti, tranne i russi tenuti fuori per lo scandalo doping, rappresenteranno 175 nazioni e si giocheranno 528 titoli in 23 sport.

Londra 2012 e il pubblico londinese hanno insegnato al mondo il rispetto e l’attenzione che va posta in questi atleti: stadi pieni nemmeno la gente andasse sempre a vedere Bolt che correva o Phelps che nuotava. Difficile che il miracolo si ripeta a Rio, viste le difficoltà organizzative e la scarsa affluenza anche per i Giochi conclusi in agosto, però lo spettacolo e l’incanto saranno garantiti.

Dicono che le Paraolimpiadi siano i Giochi che cambiano il modo, la percezione, di vedere ciò che ci sta attorno. Di certo, tutti, atleti e pubblico, corrono sotto una unica bandiera, tifano per quell’unico ideale: non tanto l’importante è partecipare, quanto provarci oltre i propri limiti, che sono ben più ampi rispetto a quelli dei normodotati.

Martina Caironi

Martina Caironi

L’Italia presenterà ottimi atleti, qualcuno grande davvero. La portabandiera, Martina Caironi, sarà la reinterpretazione di Federica Pellegrini nella cerimonia delle altre Olimpiadi. Straordinaria atleta della pista, campionessa mondiale dei 100 metri, oro olimpico a Londra 2012, corre con una gamba amputata da quando, a 18 anni, venne investita da un pirata della strada. Probabilmente Martina restituirà dignità alla nostra atletica, che ci ha lasciato a Rio con penose figure.

L’uomo immagine sarà Alex Zanardi, simbolo mondiale di un movimento: proverà a vincere tre ori con l’handbike. La pluridecorata (46 anni, 10 Paraolimpiadi con questa) Francesca Porcellato, paraplegica da quando aveva 18 mesi, non sa cosa significhi camminare ma sa volare con la sua carrozzina e ora ci prova in handbike, dove è campionessa del mondo. Bebe Vio,fantastica campionessa della scherma , è alla prima Paraolimpiade. Fantastica nella sua storia personale e contro i colpi della sfortuna: vince non avendo braccia e gambe, perse per una meningite a 11 anni. Eppure sulla carrozzina è diventata la ragazza da battere.

Alex Zanardi

Alex Zanardi

E come non restare ancora sorpresi da Giusy Versace, cognome che fa fashion, ragazza elettrica nella vitalità: tornerà alla sua atletica, nei 400 metri. Vorrà riprovare l’ebbrezza di un podio, come le è riuscito a “Ballando con le stelle” dove le sue protesi ti facevano intuire i miracoli della volontà nel ballare come se le gambe ci fossero. In piscina toccherà a Federico Morlacchi: gli mancano 30 centimetri di gamba ma a Londra 2012 andò tre volte sul podio per prendersi una medaglia di bronzo.

Abbiamo parlato di alcuni atleti e atlete italiane, ma le Paraolimpiadi potrebbe raccontare mille storie, atleti e superatleti. Inutile nasconderselo: non tutti andranno a pane e acqua, esattamente come i furbetti normodotati. Il doping regna ovunque.

Ma non saranno pochi a rovinare la bellezza di tanti. I Giochi racconteranno sport e vita, forse più vita che sport. Ma per tutti non ci sarà podio più grande di quello che hanno già conquistato arrivando a Rio, alle Olimpiadi dei “diversamente grandi”.


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