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Passione Hublot: intervista ad Augusto Capitanucci

Davide Passoni
13 settembre 2016

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Sono pochi i brand di alta orologeria eclettici e sorprendenti come Hublot. Un marchio relativamente giovane rispetto ai “grandi vecchi” dell’orologeria mondiale – la sua storia inizia alla fine degli Anni ’70 -, che ha saputo posizionarsi ai vertici nel giro di pochi anni, grazie a orologi innovativi, alla scelta di materiali d’avanguardia e a una strategia di marketing intelligente.

Per farci raccontare qualcosa di più sul brand svizzero dalle radici italiane, sulle sue novità e sui piani di sviluppo, abbiamo intervistato Augusto Capitanucci, Regional Director Hublot.

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Hublot e l’Italia, storia di un amore che continua? Qual è il posizionamento del brand sul mercato italiano e quali le sue prospettive?
Il legame con il Belpaese è innegabile. Hublot nasce da un’intuizione geniale di un imprenditore italiano, Carlo Crocco, poi sapientemente sviluppata e riportata al passo con i tempi dal nostro attuale presidente, Jean-Claude Biver, e dal Ceo, Ricardo Guadalupe. Non sono dunque un caso le partnership con la Scuderia Ferrari e Ferrari Automobili, con la Juventus e, anche in tema di creatività, con Italia Independent e il suo fondatore Lapo Elkann. Il posizionamento raggiunto in Italia è oggi quello di cui gode Hublot nel resto del mondo, ovvero medio-alto, capace di offrire nel proprio portafogli orologi sportivi e segnatempo complicati, che mescolano materiali preziosi e altamente tecnici, come il texalium – una “fusione” tra carbonio e alluminio – e il caucciù.

Sempre più donne amano indossare orologi di dimensioni generose: è un trend, questo, cui Hublot dà delle risposte specifiche?
È vero, l’incremento nelle dimensioni è una realtà anche nell’orologeria dedicata all’altra metà del cielo e Hublot in questo sa essere un importante interprete. La tendenza, in ogni caso, non si ferma a questo, ma arriva anche alle complicazioni. Sono sempre più le signore che richiedono orologi automatici e non solo al quarzo, con l’aggiunta di complicazioni come il cronografo o le fasi di luna, che Hublot ha appena introdotto sul nuovo Spirit of Big Bang, con cassa tonneau dalle dimensioni più ridotte rispetto a quello dedicato all’universo maschile. Ancora una volta, però, è importante la fusione ed è per questo che una grande percentuale di segnatempo “lady” è richiesta con i brillanti o le baguette.

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È sempre più forte, si diceva, il legame tra Hublot e Italia Independent: quale valore aggiunto portate al brand di Lapo Elkann e quale valore aggiunto porta lui a voi?
Si tratta di una collaborazione a quattro mani. Il valore aggiunto lo apportano le due realtà: una con il suo know how a livello di prodotto e di marketing, l’altra con la creatività ben nota, fatta ancora una volta di materiali fuori dal comune e, per questa stagione orologiera, di colori camouflage.

Tra calcio e Formula 1, Hublot è sempre più sinonimo di sportività. Quanto sono importanti per la vostra brand awareness questi due ambiti?
Direi fondamentali. Scendere in campo e confrontarsi con queste due grandi realtà ha certamente amplificato la notorietà del marchio e a volte anche sorpreso, come è avvenuto con il calcio. Anche in questi casi, non si tratta di mere sponsorizzazioni ma di spunti, che hanno dato il la a segnatempo inediti come il Big Bang Unico Retrogrado, dedicato totalmente al mondo del football: ha un cronografo retrogrado, ovvero una complicazione in grado di calcolare il primo tempo, l’intervallo, il secondo tempo, i supplementari e gli eventuali extratime delle partite di calcio. Un orologio che è stato poi declinato per tutte le partnership che caratterizzano Hublot nel mondo: Juventus, Bayern Monaco, Chelsea, Fifa, Uefa – che significa Campionati del Mondo, Europei, Champions League, Europa League -, per citarne alcune.

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E per i motori?
Parlando di Formula 1, e quindi di Scuderia Ferrari, il tema è molto più ampio: in questo caso gli orologi dedicati alla casa del Cavallino Rampante vengono studiati e sviluppati dal nostro reparto R&D insieme agli ingegneri di Maranello e i risultati sono assai sorprendenti, per tecnica e per successo. Uno su tutti è senza dubbio il nuovo MP-05 LaFerrari Sapphire, realizzato con cassa in zaffiro in appena 20 esemplari, modello sold-out sin dal giorno della sua presentazione e a cui è stato dedicato un video dagli effetti speciali sorprendenti, realizzato in collaborazione con Digital Domain, lanciato in anteprima il 7 settembre a Los Angeles. Il Mp-05 LaFerrari Sapphire ha un movimento con tourbillon e 11 bariletti che riprende la struttura del propulsore V12 della supercar Ferrari, e che vanta 50 giorni di riserva di carica.

Tra i vostri brand ambassador vi sono sportivi, ma non solo. Che cosa deve avere un personaggio per diventare ambassador di Hublot?
Deve essere interessante, ovvio, ma anche un trascinatore, avere fatto qualcosa per cui sia indimenticabile, rispecchiare i valori della marca e, soprattutto, crederci. I nostri ambasciatori non lo divengono per caso, Hublot li cerca e loro cercano Hublot, è una sorta di magnetismo. Non per niente rispondono ai nomi di Pelé, Maradona, José Mourinho, Lang Lang, Usain Bolt, Bar Refaeli e Kobe Bryant.

L’orologio di cui andate più fieri?
Siamo fieri di Hublot e, ancora una volta di un’idea che fin dall’inizio è risultata vincente. Il mix delle vendite è assai equilibrato su tutte le referenze, per cui risulta molto difficile indicarne una in particolare, potrebbe essercene una per ciascun modello semmai! Se parliamo di 2016, la hit è senza dubbio il Big Bang Unico Sapphire, con cassa realizzata interamente in cristallo di zaffiro e movimento chrono flyback di manifattura. Se invece dovessimo scegliere il modello di cui andiamo più orgogliosi facendo riferimento alla nostra attuale produzione…come disse Enzo Ferrari, sarà il prossimo!


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