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Pitti non si ferma davanti al Coronavirus. E la produzione?

Martina D'Amelio
16 Marzo 2020

Un’immagine di Pitti Uomo 97

In un panorama in cui i fashion show soccombono all’emergenza Coronavirus, una notizia che fa ben sperare per il futuro: la prossima edizione di Pitti si farà.

La 98esima kermesse dedicata all’uomo andrà in scena in concomitanza con il Salone del Mobile di Milano, dal 16 al 19 giugno 2020. Confermata – per ora – anche la kermesse dedicata al bimbo, che avrà luogo dal 25 al 27, e Pitti Filati (1-3 luglio).

Un segnale forte, quello che arriva da Firenze, nonostante la crescente emergenza. Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha infatti dichiarato a fashionmagazine.it: “le date restano confermate. Rimaniamo ragionevolmente ottimisti nella speranza che il picco dell’epidemia sarà presto superato”.

Il ceo ha anche aggiunto che per il momento gli spazi in Fortezza sono già stati venduti per oltre il 50%. Una scelta, quella di andare avanti, data anche dalle esigenze del Salone: “Siamo consapevoli della situazione, ma per il momento non abbiamo preso in considerazione lo slittamento sia perché speriamo che l’emergenza si arresti, sia perché settembre potrebbe essere troppo in là per il settore del menswear”. Insomma, se fiere come Cosmoprof e eventi come Baselworld possono essere rimandati, Pitti resta legato a doppio filo alla produzione: “quasi tre mesi di ritardo potrebbero essere troppi per poi impostare le produzioni. Per tutti questi motivi restiamo all’erta, ma confermiamo le date e soprattutto manteniamo l’ottimismo”.

Che, intanto, sono perlopiù ferme: un blocco spontaneo e temporaneo di una settimana, che ha già interessato Maison come Gucci e Tod’s. “un provvedimento preso per tutelare i lavoratori e le loro famiglie in questa fase di emergenza, in attesa di eventuali nuove decisioni a livello centrale” dichiara Diego Della Valle. Intanto, Fendi ha riaperto i battenti dopo la sanificazione totale e i lavoratori di Corneliani protestano, perché ancora in fabbrica. Come impatterà tutto questo il mondo della moda nei prossimi mesi? Staremo a vedere.