Arte

Pollock e la scuola di New York: la rivoluzione a Roma

Elisa Monetti
26 Gennaio 2019

Number 27, Jackson Pollok (1950)

Arriva a Roma una mostra straordinaria: “Pollock e la scuola di New York“, dedicata a uno dei periodi più anticonformisti e votati alla più profonda ispezione dell’animo umano. L’esposizione, ospitata negli spazi dell’Ala Brasini del Vittoriano, rimarrà aperta fino al 24 febbraio.

Sono 50 le opere che, dalla collezione del Whitney Museum di New York, sono approdate in capitale per raccontare uno dei momenti topici della storia dell’arte. Tra queste il celeberrimo “Number 27″ che, con i suoi oltre tre metri di lunghezza, è un vero manifesto dell’action painting, perfetta rappresentazione dell’armonia e della distribuzione dei colori di cui Pollock era maestro.

Mark Rothko, Four Darks in Red (1958)

Insieme a lui numerosi sono gli artisti di fama internazionale raccolti in mostra: Mark Rothko, Willem de Kooning e Franz Kline. Menti straordinarie, creative a tal punto da rivedere l’arte stessa sotto nuovi punti di vista: la scuola di New York, appunto. Un insieme di personalità tanto geniali da potersi dire protagoniste di una delle più grandi rivoluzioni artistiche dello scorso secolo e, più in generale, della storia.

Hanno staccato le tele dai cavalletti per dipingerle poggiate a terra quasi danzandovi intorno, hanno abolito l’essenza stessa dell’immagine portando l’arte ad occuparsi solo di segni, hanno rivestito i colori puri e monocromi del ruolo di opere d’arte. Degli innovatori assoluti, uomini brillanti che hanno combattuto per le loro idee e la loro visione di un’arte nuova, libera da vincoli, piena di filosofia e sregolata, come spesso sono state le vite degli artisti che le hanno dato vita.

 

Pollock e la scuola di New York
10 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019
Ala Brasini del Vittoriano, via di S. Pietro in Carcere, Roma
Orari: da lunedì a giovedì 9.30 – 19.30, venerdì e sabato 9.30 – 22.00, domenica 9.30 – 20.30

 

 

 



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