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Prada resta in Galleria. A caro prezzo

Martina D'Amelio
8 Gennaio 2019

Il Comune di Milano, dopo una chiusura di fine anno al rialzo, inizia con il piede giusto anche il 2019. Tutto merito del rinnovo della concessione della boutique Prada in Galleria Vittorio Emanuele II.

Nessun bando di gara, perché in questo caso i requisiti d’interesse pubblico al proseguimento del contratto d’affitto ci sono tutti: da oltre 40 anni infatti il negozio è presente nelle stesse, storiche vetrine che affacciano sul celebre ottagono.

Un tacito consenso fondamentale quindi per l’insegna di Milano: ”Prada è presente in Galleria fin dal 1948”, ha spiegato l’assessore al Demanio Roberto Tasca a Pambianconewsed era quindi necessario rinnovare la concessione perché si tratta di un negozio che fa parte del patrimonio storico e culturale milanese”.

Certo, tutto ha un prezzo. E non c’è dubbio che il nuovo contratto d’affitto sarà economicamente più vantaggioso per le casse del Comune.

Il nuovo canone del negozio Prada infatti si aggirerà sui 2,2 milioni di euro all’anno. Una cifra quadruplicata rispetto agli attuali 520mila euro pagati dalla Maison per lo spazio su tre livelli (1.594 metri quadrati totali). Il nuovo contratto avrà una durata di 12 anni e il valore del nuovo canone è stato defiinito di comune accordo tra il Comune e la società Prada, che allinea la nuova cifra a quella corrisposta per l’altra sede in affitto in Galleria, dedicata all’uomo (presente dal 2013).

Il Comune può dirsi più che soddisfatto in merito ai ricavi nell’ultimo periodo: prima delle Festività natalizie, l’annuncio dell’arrivo di Saint Laurent in Galleria, con un canone di ben 1 milione di euro l’anno per soli 82 metri quadrati. E ora la conferma di Prada. Cosa non si fa per un posto sotto la Cupola?

 

 


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