Leggere insieme

Pronti, via!

Marina Petruzio
23 Novembre 2019

Ancora pochi sono gli albi illustrati da Julie Morstad tradotti per il nostro mercato. Terre di mezzo editore con le strenne natalizie ci porta “Pronti, via!”, scritto e illustrato dall’autrice canadese: e il Natale si riempie di bambini!

C’è qualcosa nei bambini e nelle bambine di Julie Morstad che ti porta a osservarli, sembra ti chiamino e a quel richiamo non si può non rispondere. Saranno quegli occhi sempre così neri, profondi, quei volti così espressivi, la delicatezza che quelle figurine comunicano, la cura dei particolari, il fatto che sono proprio bambini tanti e diversi, sebbene Julie Morstad non sia certo un’anatomista, non abbia certo una mano classica, accademica, no. Eppure, quando li vedi lì, in copertina, tutti in fila, ognuno con il proprio abito, scelto con cura, i capelli acconciati in modo diverso, con i loro colori, messi lì come qualcuno che ha da chiedere il permesso per qualcosa, scambieresti una parola con tutti. Anche la giornata più normale presenta tutta una serie di attività che la rendono molto dinamica anche se dentro i muri di casa, tutta una serie di scelte che ci dicono chi siamo e cosa ci piace, che umore abbiamo, che parlano a chi ci incontra. A volte un po’ di indecisione rallenta il movimento, fisico e interiore, si fa per un attimo nube, ma solo per un attimo perché…È ora di alzarsi!

L’albo inizia con un richiamo fuori campo, dopo i risguardi, con quell’È ora di alzarsi! che arriva da lontano, che sia la voce di qualcuno che chiama o che arrivi da una vocina interiore quando si è pronti per iniziare un nuovo giorno. Pronti, via! abbinato a un sole splendente annuncia che ci si sta alzando e che la giornata sarà sicuramente ricca di esperienze: la coperta patchwork sta scivolando giù dal letto e gambe e braccia hanno voglia di allungarsi un po’, tendersi al massimo prima di lasciarsi ricadere, belle stirate e pronte. Dacché si è fuori dalle coperte un ventaglio di possibilità si aprono agli occhi ancora assonnati: cosa si fa oggi? Dove si va? Vicino o lontano? Ma soprattutto, prima…cosa mi metto? E qui cominciano scelte e desideri, il possibile si fonde all’immaginario e vanno via a braccetto. Comincia un gioco che è il progettare la propria giornata, passo passo tra le azioni che si fanno, perché sono quelle che ci fanno stare bene dentro e fuori casa, che segnano il tempo di una routine tranquilla e la possibilità di fare ciò che ci piace di più, in autonomia, influenzata magari da quello che istintivamente o meno decidiamo di metterci addosso. L’abbigliamento con la sua struttura fortemente significativa parla, offre, a occhio attento e sguardo allenato, uno strumento di lettura particolarmente interessante, su chi abbiamo davanti, su noi stessi e sui bambini. Esalta i nostri desideri, mette il puntino su quello che ci si aspetta dal giorno, ne condiziona l’ingresso in modo che si sappia che oggi sarò questo o quello: che sono felice, annoiata, birichino o un pirata. Nello stesso modo i capelli, fonte di notevole ispirazione per molti, completano la propria immagine, perché è di immagine che si parla anche quando si decide di essere qualcosa o qualcuno per un giorno solo o forse per di più, chissà. Corti, un po’ in disordine, molto in ordine, arruffati o con i dreadlocks: la nostra testa sta raccontando qualcosa di noi e se non proprio di noi, sicuramente dell’idea che abbiamo…in testa! Alla fine otto tra bambine e bambini sono pronti, come sulla cover, a iniziare la loro giornata. Dove?

Dopo colazione le possibilità sono molte, dentro o fuori, al museo come in giardino e poi su un’isola tutta per sè tra fiori e palme, liberi di andarci con il mezzo che si vuole purché si scelga quello che lì per lì ispira di più: con il cammello, remando o volando per esempio. La città offre moltissime possibilità e così il meteo che condiziona il cibo che magari ci piacerebbe mangiare, i giochi che piacerebbe fare, quelli dentro e quelli che si possono fare fuori sono diversi. Se piove ci si può fermare a fare un disegno o decidere di partire per l’ennesima avventura nel libro del cuore.

A sera, dopo tante scelte fatte e strade intraprese, un bel bagno e poi…e poi che sogno vorrai mai fare stanotte, con che pigiama vuoi entrare in quel sogno, come ti presenti alla notte? A righe, a pois, con la maglietta della mamma o del papà, con dei calzetti caldi o da sportivo? O con un pigiama nuvoloso? Ecco, dopo i denti, un po’ di libro, un saluto alla nonna o al nonno, la giornata finisce sotto la coperta patchwork con la testa sul cuscino. E che non si dica più che i bambini non scelgono, non prendono decisioni e giocano e basta, beati loro! Ché nella loro giornata fanno un sacco di cose…e domani che si fa?

Tutto può dirci chi siamo, o chi vorremmo essere, e parlare di noi. Una giornata corre via serena ricca di movimento e attività assortite a monte delle quali sta una piccola decisione che esprime la volontà di fare questo o quello raccontando quel che sentiamo, cosa pensiamo, come ci sentiamo. Una qualsiasi controproposta per quanto lecita va somministrata con grande gentilezza.

 

 

Pronti, via!
un albo illustrato di Julie Morstad
tradotto da Giulia Genovesi
edito Terre di mezzo editore
€15
età di lettura dai 4 anni

 



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