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“Qui non lavoreremo più”: Sophia Turner e Netflix dicono no alle leggi anti-aborto

Beatrice Trinci
31 Maggio 2019

Boicottaggio a stelle e strisce. Sophia Turner si unisce alla sempre più vasta schiera di attrici, modelle e influencer che hanno deciso di non lavorare più negli stati USA dove, nelle scorse settimane, sono state approvate le leggi anti-aborto.

Una decisione assolutamente necessaria, che rispecchia la forza e l’intraprendenza interpretata dalla giovane star in Game of Thrones, dove per 8 stagioni ha vestito i panni di Sansa Stark, un personaggio che subisce un’importante evoluzione caratteriale, passando dallo status di indifesa principessa in attesa di marito a donna caparbia, reggente e assolutamente determinata.

Una determinazione tale che nella realtà ha portato la neo moglie di Joe Jonas, frontman dei Jonas Brothers, a prendere una posizione netta riguardo la deriva anti-abortista presa da alcuni paesi del Nord America, come Georgia e Alabama, dove ormai è sempre più difficile, o addirittura vietato, poter decidere di interrompere una gravidanza, anche se conseguente ad una violenza sessuale o ad un incesto.

Nello specifico, Sophia – che presto vedremo protagonista nel film X-Men: Dark Phoenix, al cinema dal 6 giugno – ha dichiarato di aver firmato una lettera nella quale s’impegna a non lavorare più negli stati che negano il diritto di aborto. E alla domanda su cosa ne pensino i suoi agenti, la Turner ha risposto scherzando: “Devo ancora dirglielo e la loro reazione sarà tipo: ‘Cosa? Non puoi lavorare in questi stati?’. Esatto! Non posso e non voglio lavorare in questi stati”.

Ma l’attrice non è l’unica star del mondo del cinema, della moda o della musica che ha deciso di schierarsi con forza contro le leggi anti-abortiste. Tra loro Jessica Chastain, collega di set della Turner in X-Men, Emma Watson, vera e propria attivista dei diritti civili che aveva preso a cuore la vicenda di Savita Halappanavar, morta in Irlanda del Nord dove vige la stessa legge;  ma anche Rihanna, Gigi e Bella Hadid, Cara Delevingne, Kendall Jenner, Miley Cyrus e Lady Gaga. Una vera squad patinata a favore dei diritti umani che coinvolge anche co-star uomini, come Chris Evans, Puff Daddy, John Legend, Snoop Dogg e Alessandro Michele, che sulla passerella della Cruise 2020, appena presentata a Roma, ha mostrato abiti dal chiaro messaggio – uno su tutti “My Body My Choice”.

E non è finita qui. La proposta, infatti, si sta già allargando alle aziende del settore: Ted Sarandos, Chief Content Officer di Netflix ha dichiarato che se la legge anti-aborto dovesse entrare in vigore “l’azienda rivaluterà l’intero investimento in Georgia per tutelare i diritti delle proprie dipendenti”, ovvero cesserà la produzione di film e serie tv in una delle maggiori culle dei set americani: basti pensare che proprio qui sono stati girati prodotti di grande successo come “Stranger Things”, “Ozark” e il film campione di incassi “Black Panther”.

Non resta che chiedersi chi saranno i prossimi a schierarsi a spada tratta contro queste regole disumane. E soprattutto: questa protesta avrà l’effetto desiderato? Non ci resta che sperarlo.



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