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Rapa Nui: l’immensa biodiversità oceanica dell’Isola di Pasqua

Alessandra Buscemi
22 settembre 2017

Prende il nome dalla sua popolazione locale l’enorme area marittima protetta che nasce nelle acque intorno all’Isola di Pasqua, in Cile. Mettete insieme i mari Adriatico, Ionio, Tirreno e Ligure e otterrete 720 mila kilometri quadrati, circa la superficie di questo parco che presenta caratteristiche naturali e biologiche senza pari.

A 3.500 chilometri ad Ovest del Cile, di cui politicamente fa parte, nel mezzo del Pacifico, a circa 2000 km a Est dell’australiana Pitcairn e a circa 3500 km a Sud-Sudoves dalle Galapagos, con cui è geomorfologicamente imparentato, l’atollo costituisce un unicum mondiale ad ogni livello. Dai celebri Moai, le teste perlopiù monolitiche dal significato tuttora misterioso, alla popolazione che vi si è insediata, seppur di origine polinesiana, sino alle caratteristiche dei suoi fondali marini e dell’ittiofauna che li abita.

L’istituzione si deve al quarto Congresso internazionale delle aree marine protette tenutosi a La Serena, in Cile.

Si tratta di una conquista estremamente importante che tutela l’habitat di 142 specie marine, di cui 27 minacciate da estinzione, tra cui la tartaruga embricata. Le acque ospitano anche predatori come lo squalo martello smerlato, la megattera e la balenottera azzurra e sono ricche di marlin, tonni e pescispada.

Con la creazione di questo parco marino vengono proibite l’estrazione di risorse e la pesca industriale, mentre i Rapa Nui possono continuare a pescare utilizzando le loro tecniche tradizionali che non danneggiano l’ecosistema.


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