Auto

Rapide E: la prima Aston Martin elettrica

Matteo Giovanni Monti
23 Aprile 2019

Dopo quattro anni dal primo annuncio, in occasione del Shangai Auto Show 2019, Aston Martin ha finalmente svelato la sua ultima creazione: è la Rapide E, prima auto elettrica della storia della Casa di Gaydon. Sarà prodotta in soli 155 esemplari – che sicuramente andranno tutti a ruba – presso il nuovo sito di produzione di St Athan, nel Galles meridionale.

Esternamente non ci sono grossi sconvolgimenti, evoluta nell’aerodinamica, ha pressoché ereditato la carrozzeria e linee della sorella Rapide V12, ma è totalmente elettrica, silenziosa e letale. Realizzata in collaborazione alla Williams Advanced Engineering, monta due motori elettrici sull’asse posteriore, infatti la potenza complessiva di 610 CV e 950 Nm di coppia ne confermano subito il DNA sportivo. Ma la grande novità infatti sono le batterie agli ioni di litio da 65 kWh con tecnologia 800V, racchiuse in un involucro in fibra di carbonio e kevlar; queste, alloggiate nella zona anteriore e nello spazio normalmente destinato alla trasmissione e al serbatoio del carburante, ottimizzano tutta la distribuzione e il bilanciamento dei pesi. L’autonomia – a differenza delle prestazioni – purtroppo non è delle migliori: solo 320 km secondo il ciclo WLTP, ma con prestazioni costanti indipendentemente dallo stato di carica.

Ovviamente, come gran parte delle vetture di tutto rispetto, anche la Rapide E ha affrontato l’Inferno Verde, il Nürburgring, senza paura e timore: non sono avvenuti surriscaldamenti né tantomeno cali prestazionali. Tra le varie features, vanta la possibilità di essere guidata in tre modalità: GT, Sport e Sport + che ne cambiano il comportamento agendo direttamente sull’assetto a controllo elettronico, sul differenziale autobloccante e sulle strategie di funzionamento del powertrain.

Passando alla ricarica, grazie alla tecnologia a 800V, è emerso che è piuttosto rapida – quasi come i Tesla Supercharger – a patto che sia effettuata con colonnine con capacità superiore ai 100 kWh. Ovviamente è possibile farla anche con i sistemi 400V da 50kWh e con i collegamenti standard 220V ottenendo il 100% in circa tre ore.

Come anticipato all’inizio, e com’è consuetudine in un EV (Electric Vehicle), la carrozzeria è tutta volta all’efficienza aerodinamica, favorendo prestazioni e rendimento. Primo fra tutti è il muso anteriore, cambiato nel look grazie alla nuova griglia al posto dei precedenti elementi in metallo, poi le stesse prese d’aria impiegate per il raffreddamento del motore a combustione interna, hanno ceduto il posto ad altri profili e linee più pulite. L’assenza del sistema di scarico ha infine permesso anche di ottimizzare il “fondo” dell’auto, andando ad incrementare il carico aerodinamico grazie al nuovo splitter anteriore e diffusore posteriore.

Molto belle sono anche le ruote grazie ai nuovi cerchioni in lega ottenuti per forgiatura e realizzati ad hoc per la Rapide E, che migliorano i flussi d’aria senza inficiare sul raffreddamento dei dischi freno, e grazie alle ultimissime gomme Pirelli P-Zero pronte a mordere l’asfalto e a regalare il massimo dell’aderenza.

Infine, gli interni: al primo sguardo sembrano avere lo stesso stile della Rapide, ma sono “modernizzati” grazie alla strumentazione totalmente digitale che, ricca di funzioni, permette di monitorare costantemente il sistema elettrico e i vari parametri dell’auto. A tal proposito, il display da 10″, fornisce sia le classiche indicazioni sulla velocità, sia i dati relativi allo stato di carica, all’autonomia, al recupero dell’energia in frenata e al consumo in tempo reale. Inoltre, il fortunato proprietario di una Rapide E può interagirci da remoto grazie ad una App specifica, monitorandone i dati sullo stato di carica e impostando la destinazione di navigazione a distanza. Il prezzo è ancora un mistero – ma non dubitiamo che sarà stellare.



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