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Regno Unito, il retail di lusso si autoimpone la quarantena

Martina D'Amelio
23 Marzo 2020

Mentre l’Italia vive la propria quarantena, il governo inglese sembra ignorare il pericolo Coronavirus. Ma c’è chi lo ha percepito, e fa da sé: a partire dai colossi del retail di lusso.

Se la misura più stringente al momento in UK è quella adottata dal ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson, che ha chiuso le scuole di ogni ordine e grado nel Regno Unito (lockdown anticipati in Scozia, Galles e Irlanda del Nord), bar, negozi e altre attività continuano a restare aperti. Ma i department store più alla moda hanno preferito adottare da soli misure straordinarie anti Coronavirus: da Selfriges, passando per Matchesfashion e Browns, fino a Harrods.

In assenza di divieti stringenti da parte del governo di Boris Johnson, i grandi magazzini inglesi fanno muro. Selfridges ha fatto sapere che chiuderà temporaneamente i suoi 4 department store a Londra, Birmingham e Manchester per contribuire a limitare l’epidemia. Stessa sorte per Matchesfashion: la catena lusso che ha annunciato la chiusura dei 4 store londinesi fino a data da destinarsi. Entrambe le destinazioni shopping resteranno attive online, con un regolare servizio di consegne. Anche Browns cede al Covid-19 e chiude temporaneamente le sue attività: “abbiamo deciso di chiudere temporaneamente i nostri negozi, inclusa la sede operativa, per contribuire a placare la diffusione del Covid-19”, dichiara Holli Rogers, ad del gruppo fashion nell’orbita di Farfetch.

E la mecca dello shopping luxury, Harrods? Dal canto suo, ha per ora ridotto solo l’orario di apertura (dalle 10 alle 21 si passa dalle 11 alle 19, compresa la domenica) e chiuso alcuni ristoranti, mentre vanno avanti le procedure di sanificazione, al fine di tutelare dipendenti e clienti. Un primo, oculato passo a livello di luxury retail per una presa di coscienza a livello nazionale?

 

 

 



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