Arte

Revolutija: a Bologna va in mostra la rivoluzionaria arte russa

Elisa Monetti
20 gennaio 2018

Cento anni dopo la rivoluzione russa, il MAMbo di Bologna rievoca uno dei più importanti eventi della storia del ‘900 con una grande mostra che raccoglie gli artisti che hanno vissuto gli intensi e infuocati anni della caduta degli Zar.

Si chiama Revolutija ed è visitabile fino al 13 maggio: da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, sono oltre 70 i capolavori raccolti provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo che coprono i decenni della rivoluzione, che è stata una delle principali voci a dettare il destino di un secolo.

La mostra è un evento irripetibile dove, a nomi di fama indiscussa quali, appunto, Chagall, Malevich e Kandinsky, fanno contesto altri personaggi che la storia ha consegnato ai posteri con un riconoscimento più contenuto ma che, al pari delle grandi personalità, hanno dato un’immagine a quegli anni. Un’immagine emblema, un’immagine icona del comune sentire che ha guidato una nazione intera in rivolta.

In questo modo prenderanno parola, per esempio, Natal’ja Gončarova, Liubov Sergeevna Popova, Ol’ga Rozanova e Sof’ja Dymšits-Tolstaja, tutte artiste brillanti, donne fiere, anime appassionate.

Ma si scoprono anche movimenti artistici, dirompenti alla nascita e lontani nella memoria, come il realismo dei fratelli Naum Gabo e Anton Pevsner, che s’ispirano al costruttivismo declinandolo nella vita politica e, nel loro manifesto, si rivolgono all’arte in toto: “Noi annunciamo a voi, pittori, scultori, musicisti, poeti, a voi uomini per i quali l’arte non è soltanto un oggetto di conversazione, ma fonte reale di gioia, la nostra parola e opera.

Un arcipelago di nomi, di vite, di pensieri cha ha scelto l’arte come mezzo di espressione. Sono tanti gli artisti che hanno usato linguaggi diversi, talvolta antitetici: dall’austero suprematismo di Malevich alle sospese atmosfere fiabesche di Chagall, un eccezionale esempio dell’unicità del pensiero umano, una babele di pennelli che, a modo loro, dipingevano il sogno della rivoluzione, guidati e scossi da fortissima passione. Una passione che, per alcuni di loro, ha finito per scontrarsi con il terribile muro della realtà e si è infranta.

Molto varie le vite degli artisti protagonisti della mostra: punto di contatto per tutti è l’arte. Quell’arte che amplifica la voce dell’artista verso tutto il popolo ma che a lui si rivela silenziosa nella notte, come racconta Anna Akhmatova, poetessa di cui in mostra è presente il più celebre ritratto dipinto da Natan Altman nel 1914: Quando la notte attendo il suo arrivo, | la vita sembra sia appesa a un filo. | Che cosa sono onori, libertà, giovinezza | di fronte all’ospite dolce | col flauto nella mano? Ed ecco è entrata. | Levato il velo, mi guarda attentamente. | Le chiedo: «Dettasti a Dante tu | le pagine dell’Inferno?». Risponde: «Io»”.

 

REVOLUTIJA: DA CHAGALL A MALEVICH, DA REPIN A KANDINSKY
12 dicembre 2017 – 31 maggio 2018
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14, Bologna
Orari: martedì / mercoledì / giovedì / domenica 10:00 – 19:00
venerdì / sabato 10:00 – 20:00


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