Leggere insieme

Riccio dal barbiere

Marina Petruzio
22 Dicembre 2019

In duetto con Zebra dalla sarta, Minibombo e Silvia Borando portano “Riccio dal barbiere” in libreria. E come per Zebra è subito festa!

Ciò che spesso è trascurato nell’illustrazione dedicata all’infanzia o nei grandi temi trattati negli albi illustrati, sono i capelli: ridotti a massa di colore, sintetizzati in quattro segni di matita o sottolineati da un vortice di linee che spesso indicano ben altro, e non il modo preciso, la volontà di portarli proprio così. Eppure molta parte hanno nella vita, anche in quella dei bambini. Portare i capelli in un modo o in un altro, desiderarli lisci quando li si ha ricci e biondi quando li si ha mori o viceversa è qualcosa in cui si inciampa sin da piccoli. Acconciarli è un gioco che parla di carezze e di bellezza, di un amore espresso tramite il volerti più bella tra le belle, più bello tra i belli. Sono cure riservate alla mamma, alle zie, alle nonne e alle amiche, ma anche i papà non ne sono esenti. Farsi pettinare poi dalla mamma o dalla nonna ha un significato di cura particolare. Talvolta i propri capelli definiscono uno stato e in alcuni luoghi sono oggetto di discriminazione, sia per colore che per foggia. Ogni cambio di parrucco modifica in qualche modo il proprio viso, le sue espressioni, racconta qualcosa di sé, si dice cambiare testa e non è solo roba da grandi. E qui alle prese con la sua lunga, folta e talvolta ispida chioma è un riccio per cui andare dal barbiere è un’avventura, gli piace da impazzire cambiare acconciatura.

Ancora una volta la rima o anche solo le assonanze sono parte integrante del racconto, lo rendono leggero e facile da imparare e soprattutto molto piacevole, per i piccoli da ripetere, anche se solo si trattasse, per motivi tecnici, di poter ripetere la sonorità delle sole ultime sillabe!

Felice quindi della possibilità offertagli da Minibombo e Silvia, Riccio si appresta alla seduta e rispettata la procedura che lo vede prima insaponato e poi risciacquato: saranno ventidue i tagli provati sino a quello finale che lo vedrà lasciare l’albo indossando un berrettone a righe coloratissime alla Bob Marley. Cosa sia successo a Riccio e alla sua capigliatura non è dato sapere, se non sfogliando e risfogliando l’albo coloratissimo dal formato quadrato. La particolarità non risiede solo nei colori e nei modi svariati in cui questo parrucchiere matto acconcia il curioso e fiducioso riccio ma anche nella scelta delle parole, degli aggettivi e delle assonanze nuove, non scontate nel lessico dei più piccoli, come ossigenato, cotonato o col frisé.

Entrano in campo quindi il colore, piatto, accesso e dinamico, differente in ogni singola pagina; il linguaggio, una sola parola sempre a sinistra ben chiara e in rapporto col colore, l’illustrazione efficace nella forma, divertente e come sempre estremamente simpatica. L’effetto è quasi paragonabile a un bizzarro imagier.

Non resta altro che giocare: con le parole, le figure e naturalmente con le acconciature, limitandosi magari a quelle per la festa, con un po’ di cresta, sicuramente col codino, magari indossando anche un parrucchino o un parruccone, arruffandosi per bene, col cerchietto certamente evitando il rasatone!

 

 

Riccio dal barbiere
di Silvia Borando
edito Minibombo
€9,90
età di lettura: dai 3 anni