Arte

Riscoprire la Storia presso il British Museum

staff
28 gennaio 2012


Se la conoscenza, o meglio l’interiorizzazione, della Storia – intesa come processo vitale e dinamico – risulta feconda per l’individuo che ad essa si apre con un atteggiamento entusiasta, il londinese British Museum si rivela meta imprescindibile di un percorso culturale ed artistico spiritualmente costruttivo.
Fondato nel 1753 da sir Hans Sloane, medico e scienziato animato da una radicata attitudine al collezionismo, ed acquistato dal governo britannico al prezzo di ventimila sterline, il museo è stato aperto al pubblico il 15 Gennaio 1759. A partire da tale data le collezioni contenute nella sede espositiva, finalizzata alla costituzione di un museo universale, pluridisciplinare ed omnicomprensivo, si sono espanse straordinariamente.
Nel corso dei secoli, grazie ad atti di filantropia, interventi governativi, lasciti e spedizioni archeologiche, il British Museum si è costituito nella incredibile ricchezza, sinergicamente quantitava e qualitativa, da cui è attualmente contraddistinto. Celebre e controversa, in relazione all’ ultima modalità acquisitiva citata, la presenza, nel museo, dei fregi del Partenone e di una delle Cariatidi dell’Eretteo, simboli di un’attività imperialista che reca il proprio marchio storico in un tempio che della Storia fa il proprio idolo.
Attualmente il museo ospita sei milioni di oggetti che testimoniano la storia e la cultura materiale dell’umanità dalle origini sino ad oggi. La sterminata estensione dei reperti è condizione cogente dell’impossibilità di esporli nella loro totalità. Fra le opere principali si distinguono per fascino e valore storico la Stele di Rosetta, i resti del Mausoleo di Alicarnasso, il Vaso di Portland, le splendide mummie egizie e la Caduta di Fetonte di Michelangelo Buonarroti.
Il British Museum è dunque un luogo preziosissimo da un punto di vista culturale in quanto racchiude quanto di più elevato e sublime la nostra cultura è stata in grado di generare. Ritengo pertanto inadeguata l’assunzione di un atteggiamento nozionistico e puramente razionalistico nella visita della sede espositiva. L’esperienza maggiormente prolifica ne sarebbe infatti inevitabilmente compromessa.
Se la somma di conoscenze racchiuse all’interno dello spazio museale merita senza dubbio di essere affrontata con rigore e serietà intellettuale, è altresì vero che la potenza suggestiva ed emotiva promanante dal British Museum può essere accolta esclusivamente mediante una riflessione complessiva ed intuitiva sul portentoso viaggio compiuto dall’umanità nella sua storia. Difatti, inserita nel contesto storico universale, la brevità della nostra esperienza come civiltà culturalmente, artisticamente e spiritualmente strutturata sul globo terrestre non può per contrasto che renderci orgogliosi della grandiosità delle tracce da noi affidate come perenni orme simboliche alle nuove generazioni.

 

Luca Siniscalco


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