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Ritu Dalmia e il suo Cittamani: quando Milano diventa indiana

Giorgia Giuliano
15 Gennaio 2020

Saggezza e metodo. È un po’ come nominare un primo e un secondo piatto da Cittamani, il ristorante indiano di Ritu Dalmia, che rende questi due concetti il suo personalissimo ripieno caldo e speziato.

“Spezie rigorosamente indiane”, come rassicura la chef, più che mai innamorata dell’Italia e più che mai in giro per l’Italia a selezionare i piccoli produttori locali che rendono grande la sua cucina – che da qualche anno ha trovato casa a Milano in piazza Mirabello, proprio dietro Moscova. Una location fortunata, un’illuminazione, per davvero.

Ad accogliere gli ospiti una sala splendente, con gli ottoni degli sgabelli realizzati in India; un luogo dove sentirsi in vacanza, assaporando un’accoglienza che – dal servizio a ciò che trovi nel piatto – ti mette subito a tuo agio. Chi siede a tavola viene quasi abbagliato dai sapori che non sono invadenti come magari si potrebbe pensare. Anzi, sono carezzevoli, delicati, in ordine e in pace nelle ciotole e nelle ciotoline, nei piatti e…nei bicchieri. Sì, perché il ristorante ha addirittura il suo angolo di mixology, coi drink dai nomi indiani ma intuibili, dove il rum o il gin o l’amaro vengono addolciti da miele, cannella, spezie e oli agli agrumi: le miscele sono tutte studiate dal bartender Lorenzo Bonaventura. Ma che ci fa un italiano in un ristorante indiano? Aggiunge valore. Impasta le differenze culturali e ne caccia fuori il sapore più buono del mondo. Da Cittamani il personale è culturalmente amalgamato, perché così vuole la cucina: proprio come questa si occupa di unire i sapori, la chef Ritu Dalmia ha ben pensato di unire i due Paesi sotto tutti i punti di vista. Anche in sala.

Si mangia condivisione e, chi vuole, anche in condivisione: il menu prevede una selezione di piccoli assaggi centrali, quelle cose in comune che si possono avere anche tra estranei, a tavola: c’è il Kofta di vitello, la coscia di pollo al tandoori, le crespelle di lenticchie. E poi ci sono i nuovi menu degustazione tutti giocati sulle spezie che contraddistinguono e insaporiscono la cucina indiana: garam masala, panch pohron e podi masala. Questi i nomi dei tre percorsi dove c’è Ritu Dalmia che non vi prende per la mano ma per la gola. Qualche esempio per deliziarvi? Valgono tutto il menù le costolette d’agnello al tandoori servite con dal, raita e kulcha: un’esplosione di sapori che accarezzano cuore e palato. Ma anche la spigola marinata al tamarindo e servita con naan, dal e raita: se pensate che pesce e spezie non possano andare d’accordo vi ricrederete immediatamente. La cucina indiana da Cittamani è una nuvola: le spezie sono leggiadre e la mescolanza coi sapori del nostro Paese continua a renderla inedita anche una volta scoperta.

Una nota in più: è divertente la proposta (provatela a pranzo!) dei “nannini”. Si tratta dei tipici panini indiani cotti nel forno tandoori. Cittamani li prepara con formaggio di capra e cumino, zucca e salvia, Khoya, uva passa e anacardi. Con quale iniziare? Chiedetelo a Ritu Dalmia.



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