Leggere insieme

River, il cane nero

Marina Petruzio
30 Marzo 2019

“River, il cane nero” è l’ultimo libro di Suzy Lee, nuovo arrivo alle soglie della primavera da casa Corraini.

Semplici accadimenti, inciampi o divertissement, ma anche momenti così particolari e irripetibili nella vita di tutti i giorni da meritare una sosta, attraverso il racconto, scritto e illustrato, possono assumere una allure di bellezza nuova e, come fotografie, rimanere a imperitura memoria, a fissare quel momento che solo pochi istanti prima sembrava una banale circostanza alla quale, nella fretta quotidiana, magari non si sarebbe neppure badato. Credo sia questo River. La memoria di un incontro speciale, indimenticabile che nel tempo deve mantenere la freschezza di quel giorno, lo stupore, la gioia e l’attesa. Il ricordo di qualcosa di così particolare che il destino ha portato nella vita di una famiglia, di due bambini, di un nonno e di quella di un cane. Un ricordo che non si può permettere che col passare del tempo diventi trasparente, si smussi, perda i suoi contorni. A chi cresce questo succede – ma per fortuna esistono Suzy Lee e i pastelli a cera.

River è un cane nero ma non fa paura. Uno di quei cani che nulla hanno di bianco se non qualcosa negli occhi che in quello scuro devi cercare. Pochi segni di pastello a cera lo definiscono e ombreggiano in copertina. È così tipico che ti pare di conoscerlo, di averlo già incontrato da qualche parte. E River è un incontro inaspettato. Sottratta alla gabbia dove la tenevano rinchiusa malnutrita e sofferente, dimenticata alle intemperie, River viene salvata da una vicina. Il cane nero ha bisogno di cure, di un posto confortevole e gioioso, di compagnia e di amore e, perché no!, anche di un bel giardino dove correre e giocare, finalmente muoversi! È così che avviene l’incontro. Io sono Mountain. Io sono Sea. I cani qui a fianco sono Lightning e Thunder. Il gatto del nonno è Cloud. Sono i figli di Suzy Lee che in un giorno qualsiasi, di una stagione imprevedibile che vuole i piedi meglio se calzati da stivaletti di gomma e per proteggersi una cerata – e in quel bianco e nero pastello immagini all’improvviso un giallo – presentano un nuovo mondo alla nera River, un mondo che comprende montagne e mare, la forza del tuono e del fulmine, la morbidezza delle nuvole e ora un fiume in piena. In poche parole, una famiglia. La vita degli umani cambia in un attimo quando con un balzo vi entra un cane ed è così per un cane quando ha la possibilità di condividere i giochi, le corse, la spensieratezza e la naturalezza di due bambini. Diversi di stagione in stagione. È così che la vita di River riprende a fluire nonostante una lesione, un dolore che ha lasciato un segno profondo, qualcosa di incurabile.

River imparerà l’attesa, amerà il momento del ritorno, avrà per compagno un gatto sempre un po’ distante, non soffrirà più fame né sete, avrà per amico un umano-nonno col quale condividere qualche attività nell’attesa che le stagioni nel loro susseguirsi riportino i giochi nel prato, le corse, i salti nei fiori, le palle e i pupazzi di neve, sino all’ultimo giorno.

Così Suzy Lee fissa quegli attimi, River nera e il bianco della pagina a farle da contorno, a rallentare il tempo, a lasciare che i ricordi arrivino senza altri rumori e in quel silenzio si imprimano.

Ci sono dei momenti che devono essere catturati immediatamente: la storia di River è uno di questi. Mio figlio è mia figlia (Mountain e Sea) singhiozzavano nel guardare la pila di disegni dedicati alla nostra amata cagnolino. Una volta finito il libro hanno detto: “Da ora in poi staremo bene”. So che non staranno bene, ma so anche che il ricordo di River rimarrà scolpito nella loro memoria.

È così che va quando si affidano i ricordi a un diario, a un taccuino, a un foglio. Nel sancire l’importanza del ricordo, la gioia per quel che è stato ne rinnova il dolore, l’assenza, che per contro si vorrebbe poter così superare. Le parole e le immagini per risentire quelle emozioni, il freddo, il caldo, l’umidità della pioggia, il nero di River, il suo profumo. Nella gioia dell’incontro River è il cane di tutti, io ne avrei cambiato solo il colore e, sebbene più grande, avrei condiviso i giochi nella neve, le corse, le capriole sul prato fiorito.

Si può abbracciare un libro quando lo si chiude? Credo di sì, esattamente come si può accarezzare un ricordo.

 

 

River, il cane nero
di Suzy Lee
traduzione Giuseppe Solinas
edito Corraini
€18
età di lettura: dai 6 anni

 



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