Sport

Rossa e Rossi: brividi in pista

Riccardo Signori
9 aprile 2018

C’è un tedesco per cui fare il tifo. Lo direbbero perfino i nostri politici. Seb Vettel ha riportato la Ferrari e i suoi tifosi ai tempi di Michael Schumacher, che forse era meno immediato nella simpatia d’acchito ma spingeva il popolo della Rossa all’esaltazione e all’emozione. Sebastian Vettel ha fatto rivivere momenti di gloria e di speranza (dal 2004 la Ferrari non vinceva le prime due gare e in quell’anno Schumacher vinse il mondiale di F1) e ,soprattutto, ha spinto tutti a godersi il finale del gp del Bahrain come fosse un film da brivido.

Mettiamola così: il buono che fugge e i cattivi (Mercedes) che inseguono. Vettel che si gioca tutto sul filo dell’abilità nel pilotare e della possibilità di gestire le sue gomme, mentre Valtteri Bottas e Lewis Hamilton schiumano rabbia e furore per andare a riprendere la Ferrari e gestire la gara secondo piani che la strategia Rossa aveva mandato all’aria. Bellissima lotta ad inseguimento, meglio di un poliziesco dove si sprecano gli inseguimenti, e neppur peggio di uno di quei vecchi western dove gli inseguitori arrivano a fil di respiro e gli inseguiti sparano colpi e mandano i cavalli allo stremo.

Vettel ci ha regalato un film come si dovrebbe vedere più spesso in Formula uno. In questo senso, solitamente, è  molto più spettacolare il mondiale moto Gp. Non certo l’ultimo gp di Argentina dove Marc Marquez ha esagerato, anzi valeva la squalifica, quando ha preso a sportellate Valentino Rossi, mandandolo fuori pista. Peccato, solitamente la lotta sul filo dei 200 all’ora è avvincente: è fuoco che ti fa bruciare di passione. Ecco, Marquez e Vettel ci hanno mostrato, nel giro di poche ore, la differenza fra giocar sporco (Marquez) e giocar pulito.

È appagante il gioco pulito di una gara, condotta sul filo dell’equilibrio, del brivido e della bravura dei piloti. Appaga, invece, il senso di stupidità la gara che vive sul rischio piratesco. Quella dello spagnolo sulla sua Honda è stata solo la sfida di un avventuriero che conosce un personale senso sportivo: difficilmente accettabile.  Vale Rossi lo ha mandato a quel paese, con parole crude e chiare. Valentino non ha accettato le scuse.”Non è sincero”. Ma è il mondo dello sport che non può accettare quel tipo di scuse.

Quindi meglio godersi il bello della “Formula uno” che stavolta ha surclassato le emozioni delle moto. Kimi Raikkonen ha chiuso il suo gp per un errore al pit stop: il peggio l’ha avuto un meccanico finito all’ospedale. Vettel ha osato ai limiti del giocatore di poker, 36 giri con le gomme soft senza più fermarsi, ed ora se la gode con due vittorie in due gare, festeggiando il suo 200esimo gran premio in F1.

E quell’urlo finale “Mammamiaaa!”è stato il grido di battaglia che a noi italiani piace tanto. Vettel, un tedesco di cui fidarsi e per cui tifare.


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