Sport

Rugby: tutto pronto per la sfida degli azzurri ai campionissimi All Blacks!

Alessandro Cassaghi
19 novembre 2018

L’avete segnata la data sul calendario? Fate un bel cerchio rosso attorno al 24 novembre, quando la nazionale italiana di rugby giocherà una partita amichevole (per gli appassionati, meglio chiamarlo “test match”) contro i leggendari All Blacks della Nuova Zelanda, la squadra schiacciasassi che ha collezionato record su record vincendo anche tre coppe del mondo.

La sfida si terrà a Roma. L’ultima volta che i neozelandesi sono arrivati nella nostra Capitale era il novembre di due anni fa: in quell’occasione i “blacks” hanno vinto 68-10, troppa la differenza in campo con gli azzurri.

Ma adesso, ecco qualche curiosità sulla squadra da record di vittorie che sfiderà i nostri ragazzi.

Hanno una serie su Amazon Prime tutta per loro. Gli All Blacks sono un’istituzione nel mondo della palla ovale, a tal punto che è in onda on demand su Amazon Prime – la piattaforma streaming del colosso di Jeff Bezos – la serie All or Nothing. Sei episodi interamente dedicati agli All Blacks: la nazionale neozelandese ha permesso le riprese delle puntate in quattro mesi di allenamenti, ritiri e partite – un’occasione mai concessa a nessun altro. Un motivo in più per vederla.

La danza tradizionale degli All Blacks: la “Haka”. Avete presente quella strana danza, fatta di movimenti duri e decisi, contornata da urla incomprensibili? Ecco, quella è la Haka: fatta prima di tutte le partite degli All Blacks è come un rituale, secondo molti, per incutere paura all’avversario. In realtà in pochi sanno che si tratta non solo di un rituale di guerra, bensì può anche essere una manifestazione di gioia, o dolore, ma anche un’espressione di libertà dei movimenti. Noi ci crediamo, ma quando la si vede fare a degli omoni di due metri che pesano cento chili ciascuno, un po’ di paura la mette!

L’All Black più famoso: Jonah Lomu. Di sicuro, almeno una volta nella vita avrete sentito questo nome: Jonah Lomu, di fatto il più rappresentativo e forte rugbista della storia. La sua leggenda inizia nel 1995, a soli vent’anni: esordisce in coppa del mondo demolendo le squadre avversarie. Arrivava da un’adolescenza difficile, Jonah. Compagnie sbagliate, viene segnalato per rissa, accoltellamenti, furti di automobili. Ma ad un certo punto, a scuola, Lomu tira fuori tutta l’abilità di sportivo che sonnecchiava dentro di lui. Vince tutto, gare sui cento metri, duecento, corsa a ostacoli, lancio del disco, del peso e del giavellotto. Un dio dello sport, insomma, e il preside della scuola ci vede lungo: quel ragazzone di quasi due metri dovrà giocare a rugby! Così fu, e ora parliamo di lui come uno dei più forti di sempre. Purtroppo la sua vita è costellata di momenti infelici: a 21 anni gli viene diagnosticata un’infezione ai reni, sarà il suo calvario. Stringendo i denti, prendendo medicinali che lo gonfiano, continua a giocare ma arriva a pesare 150 chili. È l’inizio del suo declino: a 27 anni finisce la carriera da professionista di Lomu, in seguito anche ad un trapianto di reni. Riproverà a giocare come amatore, ma non è più l’All Black dominante che ricordavamo: morirà per un arresto cardiaco collegato ai problemi renali nel 2015, ad appena quarant’anni. Nonostante questo rimane indimenticabile.

Come è nato il loro nome leggendario? Per caso! Il mito degli All Blacks è nato per un…errore di trascrizione! Nel 1905, infatti, durante una tournée in Europa i neozelandesi non erano mai stati sconfitti, e un giornalista inglese – colpito per il loro gioco – scrisse: “Sembravano tutti all backs”. Vale a dire, per i profani, giocatori della linea arretrata del rugby. Il tipografo pensò ad un “refuso” e aggiunse una “l”: così diede vita ai leggendari All Blacks. Quando si dice “Il caso”!

Il loro simbolo storico: la felce. Quando i giocatori di rugby sono in campo, non si può non notare che sulle loro maglie nere compare una strana piuma. In realtà si tratta di una felce argentata: simbolo di cambiamento e rinascita del popolo neozelandese, è anche usata come bandiera non ufficiale del Paese, oltre a comparire sulla moneta da un dollaro. Insomma, un simbolo, una squadra, una nazione intera.

E ora che sappiamo tutte le curiosità sulla squadra più forte dell’universo… non ci rimane che guardare la partita con i nostri azzurri!

 

 


Potrebbe interessarti anche