Food

Saccottini al cioccolato

Giulia e Antonella
4 marzo 2013

Fra qualche giorno sarà la giornata internazionale della donna, in onore delle conquiste sociali, politiche ed economiche raggiunte dalle donne, ma anche per ricordare le discriminazioni e le violenze cui noi donne siamo, purtroppo, ancora sottoposte.
Almeno nel giorno della festa della donna, cari uomini, mettevi ai fornelli!!! Coccolate le vostre donne, magari preparate loro un’ottima lazione. Questi saccottini, facilissimi da preparare, sono un ottimo modo per fare un dolcissimo gesto per le donne della vostra vita!
Questo, donne, è per voi.

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”.
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
“Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?”
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
È da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
È un’avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l’aspetti…

Tempo di preparazione: 10 minuti + il tempo di riposo in frigo di almeno 10 minuti + 30 minuti di cottura

Ingredienti per 3 persone:
1 confezione di pasta sfoglia pronta (preferibilmente rettangolare)
1 tavoletta di cioccolato (va bene quella che preferite, purché sia di buona qualità)
latte e zucchero q.b. (in alternativa, 1 tuorlo)

Procedimento:
Srotolate la pasta sfoglia; se non avete trovato quella rettangolare, tagliatela per ricavarne un quadrato. Mi raccomando: fate in modo che ci sia meno scarto possibile.
Dividetela in tre (o come preferite in base alle dimensioni che volete dare ai vostri saccottini). A metà di ciascuna delle strisce ottenute, mettete una linea di quadratini della tavoletta di cioccolato, quindi piegate un lato. Inserite quindi dell’altro cioccolato in uguale quantità sopra la sfoglia e ripiegate con la sfoglia rimasta. Sigillate i lati premendo con le dita.
Ponete i saccottini in una teglia che abbia le dimensioni del vostro frigo (se non è antiaderente mettete un po’ di carta forno) e fate riposare in frigorifero almeno 10 minuti: affinché i saccottini si gonfino è necessario sottoporli a uno shock termico.
Scaldate il forno a 160°, prendete la teglia con i saccottini e, con l’aiuto di un pennello, bagnate con un po’ di latte la superficie e spolverate con lo zucchero (io ho usato quello integrale per dare un colore più ambrato, ma va benissimo anche quello bianco).
Il latte può essere sostituito dal tuorlo d’uovo se volete dare ai saccottini un effetto ancora più “lucido”. Infornate e aspettate che si gonfino e che diventino dorati. Infine, lasciateli raffreddare!
(Giulia)

Idee per la tavola:
Amo questa festa! Non tanto per il fatto che, storpiando l’origine, è la festa di tutte le donne, ma perché la abbino all’avvicinarsi della primavera! La natura si risveglia e tutto ricomincia a prendere colore, a prendere vita!
Ecco, quindi, come sfruttare al massimo un’esplosione di colori per una tavola imbandita ad hoc per una serata tra amiche (con i saccottini al cioccolato come dessert, tutti per noi donne!), sui colori del giallo e del verde.
Ho scelto una tovaglia con, stampati, dei bellissimi rami di mimosa: perfetta! Per i tovaglioli, ho alternato quelli propri della tovaglia, con lo stesso disegno, a dei tovaglioli color giallo.
Ho scelto poi i miei piatti preferiti, ispirati alla primavera: quadrati e con farfalle disegnate di vari colori, metafora del cambiamento, della rinascita; di voglia di primavera e della bella stagione!
Come centrotavola ho deciso si usare dei lilium e delle primule gialli avvolte nella carta dello stesso colore. Le primule sono caratterizzate dalla precocità di fioritura, che avviene subito dopo la scomparsa della neve; i lilium, invece, assumono diversi significati in base ai colori, ma in generale indicano la purezza, mentre quelli gialli, nello specifico, la nobiltà. Attorno al vaso ho posizionato dei limoni.
A fine serata, non scordate di regalare una piantina di primule ad ogni commensale!
(Anto)

Svolazzi – Giulia V. & Antonella B.

Giulia e Antonella, due amiche: una architetto, l’altra avvocato. Entrambe con la passione per il buon gusto e l’eleganza. Amano inoltre organizzare eventi, sia piccoli che grandi, curando ogni singolo dettaglio. Nei loro blog (www.svolazzi.it e svolazzieventi.blogspot.it) condividono idee e ricette e si adoperano affinché ogni singolo evento possa definirsi unico e personale, cercando di renderlo davvero indimenticabile.


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