Sport

Salto con gli sci: chi sono questi “uomini volanti”?

Alessandro Cassaghi
9 Dicembre 2019

Le loro gare sono adrenalina pura, guardarli prendere il volo dopo una lunga rincorsa fa aumentare i battiti del nostro cuore in maniera incredibile: sono gli “angeli volanti” del salto con gli sci, una disciplina tanto spettacolare quanto pericolosa.

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I primi record. Il salto con gli sci nasce in Norvegia, dove sappiamo che questo sport è praticato da tempi immemorabili utilizzando dei trampolini temporanei. Proprio in Norvegia, a Eidsberg, è stato registrato il primo record conosciuto di salto con gli sci: da un piccolo trampolino che si dice si trovasse vicino alla chiesa, nella fattoria della famiglia Lekum, il soldato Olaf Rye nel 1808 realizzò il primo salto con gli sci della storia, per un record di 9 metri e mezzo.

L’era moderna. Con il passare degli anni e con il cambiamento dei materiali (sci ultra-leggeri, molto lunghi e larghi, ma anche un trampolino più performante), la qualità dei salti e la preparazione dei saltatori è notevolmente aumentata. Il record del mondo attuale per il salto con gli sci, infatti, è ora di 253 metri e mezzo, saltati, sempre in Norvegia ma nel 2017, da Stefan Kraft. Lo sfortunatissimo Dimitri Vassiliev nel 2015 invece, saltò 254 metri, ma il record non venne omologato per una caduta in fase di atterraggio. Il record ufficiale nelle gare femminili, invece, è di 200 metri esatti realizzato da Daniela Iraschko nel 2003.

Uno sport per veri duri. Il salto con gli sci è un’attività sportiva davvero rischiosa, che mette in pericolo, spesso molto seriamente, gli atleti. Un triste esempio parla su tutti: ad una gara della Continental Cup a Brotterode, in Germania, il campione austriaco Thomas Diethart a causa di un’improvvisa folata di vento è caduto rovinosamente al suolo e l’infortunio è stato importante – Thomas ha riportato varie contusioni alla colonna vertebrale e danni ai reni e ai polmoni.

L’evoluzione del volo. Con il passare dei decenni, da quando questa disciplina sportiva è nata, gli atleti hanno modificato il loro modo di saltare. La prima tecnica di salto, detta Kongsberg, è nata in Norvegia: implicava che l’atleta tenesse il torso e le braccia protese in avanti e gli sci paralleli. Negli anni ‘50 è stata invece introdotta una variante, quella che imponeva la braccia rivolte all’indietro. È però del 1960 la vera rivoluzione: ad inventare la tecnica “a V”, che prevede di divaricare le punte degli sci e avvicinare le code, è stato il polacco Miroslav Graf. All’inizio i giudici di gara erano contrari a questa pratica, ma dovettero cedere all’evidenza: con la “V”, i salti erano diventati davvero più performanti!

Uno sport per tutte le stagioni. Forse non tutti lo sanno, ma avendo soltanto bisogno di un trampolino per prendere velocità e una pista abbastanza lunga dove atterrare, per i campioni di questo sport è molto facile tenersi in allenamento anche d’estate. Ovviamente, non è la stessa esperienza che gli sciatori provano in gara, con la neve e il vento gelido a sferzare il loro viso. Ma è pur sempre un allenamento per arrivare pronti alle competizioni invernali!

 

 



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