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Salvare lo smartphone e i bambini africani: un buon proposito etico per il 2019

Marco Pupeschi
28 Dicembre 2018

State pensando a qualche buon proposito per il nuovo anno? Partite dal rispetto per l’ambiente e dal consumo etico. Quello di utilizzare tutti gli accorgimenti possibili per far durare più a lungo le batterie elettriche dei nostri smarthphone, ad esempio, potrebbe un buon modo per cominciare il 2019.

Come? Per diminuire l’usura della batteria è buona cosa tenera la carica tra un minimo del 20% e un massimo dell’80%. Utilizzare la ricarica rapida oppure staccare e riattaccare la batteria è sbagliato; così come esporre lo smartphone alle alte temperature.

Ma perché tutta questa attenzione per allungare la vita del vostro cellulare? La causa, oltre che far bene alle vostre tasche, in realtà è molto nobile: permetterà infatti di ridurre l’esponenziale richiesta del cobalto, un minerale essenziale per la costruzione delle moderne batterie elettriche.

La produzione del cobalto è concentrata nella Repubblica Democratica del Congo dove le compagnie minerarie per l’estrazione utilizzano in larghissima parte come manodopera i bambini. Questa storia è nota e ben documentata. Un rapporto di Amnesty International del 2016 dal titolo “Ecco per cosa moriamo” rese noto che il 25% della manodopera impiegata nella miniere era composta da bambini. L’età media è sei anni.

Per 50 centesimi al giorno maneggiano il minerale a mani nude respirandone la polvere tossica con danni permanenti alla salute. Il dio Moloch è vivo e vegeto nelle miniere di cobalto in Africa.

Il problema non si risolverà con un utopico sciopero dell’acquisto. Una risoluzione ONU che obblighi le multinazionali, non solo minerarie, a rispettare i diritti umani sarebbe più che doveroso. Intanto, prendere coscienza degli effetti deleteri del nostro stile di vita sarebbe ugualmente importante.



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