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San Valentino: un’affascinante storia tra mito e realtà

Silvia Ragni
14 Febbraio 2019

Quando pensiamo a San Valentino, ad affiorare subito alla nostra mente sono cene al lume di candela, cuori e rose rosse; non tutti conoscono, però, l’affascinante storia del Santo da cui questa ricorrenza prende il nome e le leggende che la circondano.

Tutto ebbe inizio con i Lupercali, i riti pagani propiziatori della fertilità che, dal IV secolo a.C., gli antichi Romani celebravano ogni metà Febbraio (mese emblema di rinascita). I sacerdoti erano soliti sacrificare animali in onore del dio Lupercus nella grotta dove si narra che la Lupa allattò Romolo e Remo, mentre nell’urbe proliferavano pratiche a dir poco licenziose: una di queste prevedeva che un bimbo estraesse a sorte i nomi di donne e uomini che, per 12 mesi, avrebbero vissuto in coppia dedicandosi alla procreazione.

Con l’intento di porre fine alle dissolutezze dei Lupercali, nel 496 d.C. Papa Gelasio I istituì la festività di San Valentino, protettore degli innamorati. La data, il 14 Febbraio, fu scelta ad hoc. Coincideva infatti sia con l’inizio – anticipato di un giorno – delle celebrazioni pagane che con il martirio del santo, avvenuto duecento anni prima. Poco a poco, il culto di San Valentino si sovrappose ai lascivi rituali dedicati a Lupercus, contrapponendo al loro carattere “carnale” delle connotazioni marcatamente sentimentali: la festa della fertilità era stata sostituita da una ricorrenza che inneggiava all’amore, ma quello che nasce dall’anima. Un amore fatto di romanticismo e di condivisione, di passione e di empatia.

San Valentino ne era diventato il patrono grazie a una leggenda che lo vide unire in matrimonio una fanciulla cristiana, Serapia, con Sabino, un centurione romano; a causa di quel gesto, in netto contrasto con l’editto emesso dall’imperatore Claudio III, il 14 Febbraio 273 fu condannato alla decapitazione. Per ripercorrere la storia del Santo dobbiamo retrocedere al 176 d.C., quando nacque ad Interamna Nahars (l’odierna Terni). Cristiano fervente e indefesso catechizzatore, nel 197 fu consacrato vescovo da Papa Feliciano mentre imperversavano le persecuzioni contro i seguaci della dottrina di Cristo.

Tuttavia, il legame tra il Santo e l’amore non risale alla sola causa della sua decapitazione, bensì ad episodi molteplici che affondano le radici nel mito: pare che San Valentino fece riconciliare una coppia di innamorati invitandoli a stringere cautamente lo stelo di una rosa che aveva donato loro, e che a Roma, imprigionato prima della sua esecuzione, strinse un legame platonico con la figlia cieca del guardiano. A lei lasciò uno struggente biglietto di addio (“Dal vostro Valentino”) sulla via del patibolo, biglietto che la giovane potè leggere poiché il martire le aveva restituito la vista. Nacque così la tradizione che ogni 14 Febbraio prevede lo scambio di messaggi e cartoline d’amore, le celeberrime “Valentine” dei Paesi anglosassoni, il cui prototipo fu rinvenuto in una tenera missiva che nel XV secolo, dopo la disfatta di Agincourt, Carlo d’Orléans inviò alla moglie dalla Torre di Londra dove era rinchiuso

Oggi, a Terni, la città della quale è diventato il patrono, il protettore degli innamorati viene commemorato con svariate celebrazioni liturgiche. Tra esse spicca la Festa della Promessa, una cerimonia rivolta alle coppie che convoleranno a nozze entro l’anno: la domenica precedente a San Valentino, scambiandosi voti d’amore davanti all’ urna del Santo, i fidanzati ricevono una memorabile, preziosa, benedizione per la loro futura vita coniugale.

 



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