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Sanna Marin, 5 motivi per cui è una tosta

Alessia Laudati
14 Gennaio 2020

Nata da una famiglia arcobaleno a basso reddito, Sanna Marin oggi è prima ministra in Finlandia. E fa notizia

Dice e fa. Sanna Marin è la nuova premier finlandese eletta nel dicembre 2019. È nata nel 1985 a Helsinki ed è giovanissima oltre che donna. Due caratteristiche che di solito non siamo abituati in Italia ad attribuire a un capo di governo. Eppure lei ce l’ha fatta a sfondare il soffitto di cristallo – copyright movimento femminista – ossia l’insieme di stereotipi e maschilismo che spesso isola il genere femminile dalle posizioni di potere.

Prima membro del Parlamento finlandese nel 2015, poi da giugno 2019 ministra dei Trasporti, infine premier della Repubblica parlamentare con il partito socialdemocratico (la più giovane al mondo eletta in questa carica). Ma non è solo il ruolo a renderla celebre; ecco 5 motivi per cui è davvero una tosta.

Popolare ma non populista
Non ho mai pensato alla mia età o al mio sesso. Penso sempre solo alle ragioni per cui sono entrata in politica e a alle cose per cui abbiamo conquistato la fiducia dell’elettorato“, ha detto ai giornalisti dopo essere stata eletta primo ministro. Umile, direbbe qualcuno, e senza essere populista.

La settimana lavorativa di 4 giorni non è realtà ma un inizio
Qualche giorno fa ha fatto il giro del mondo la notizia che avrebbe proposto una settimana lavorativa di 4 ore per permettere ai finlandesi di stare più in famiglia. In realtà l’affermazione è stata precisata dal governo in un secondo momento. Ancora non è un’opzione reale quella di ridurre la settimana lavorativa ma la premier che ha lanciato l’idea in passato avrebbe congelato l’iniziativa fino a data da destinarsi. Questo non vuol dire che non si realizzerà. E già aver lanciato una proposta così provocatoria ha sicuramente spostato il dibattito su una maggiore cura tra lavoro e vita personale. Non è poco.

Una figlia moderna
Marin è figlia adottiva di due donne. La madre biologica ha lasciato il padre perché alcolista e la 34enne è cresciuta con una nuova mamma. In questo sta grande parte della sua modernità; è stata generata dai colori, quelli di una famiglia allargata e arcobaleno anche se ha rivelato che non sempre è stato così facile essere “diversa”. Spesso, ha raccontato, si è sentita invisibile per via della sua condizione e siamo sicure che questo le avrà fatto acquisire una nuova sensibilità verso temi come quelli dei diritti umani.

Il suo governo è tutto al femminile
Cinque donne, quattro sotto i 35 anni, guidano i partiti di centrosinistra che da giugno governano in coalizione. Sono la ministra dell’Interno Maria Ohisalo, Katri Kulmuni, 32enne leader del Partito di Centro (Suomen Keskusta) e la ministra dell’Educazione Li Andersson. Infine Anna-Maja Henriksson, 55enne a capo del partito di minoranza linguistica svedese.

Ha un programma orientato all’ambiente
Si è impegnata con il pentapartito per portare il Paese a raggiungere le zero emissioni di Co2 entro il 2050 e ha sempre manifestato una simpatia nei confronti dei Verdi. Ancora più importante quindi che la Finlandia abbia al momento un cuore verde in grado di trascinare altri Paesi verso la piena eco-sostenibilità.



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