Food

Sapore di mare da Terrazza Calabritto, il primo crudo cocktail bar a Milano

Giorgia Giuliano
27 Febbraio 2019

Ci sono molti modi di intendere il mare e uno di questi è Terrazza Calabritto – peccato solo che non si possa andar lì in costume. Al traffico di una Milano che non sta mai ferma subentra la sensazione di trovarsi quasi a riva, in un locale dove non c’è sabbia, certo, ma c’è il Mediterraneo da mangiare: senza eccessi di cottura, come appena pescato.

È il primo crudo cocktail bar della città e come gran parte dei milanesi anche Terrazza Calabritto ha origini meridionali: il primo locale ha inaugurato a Napoli nel lontano 2001, affacciato su Piazza Vittoria, in uno spazio dai colori chiari che ricrea un’atmosfera luminosa come una giornata estiva. La location meneghina è situata in Viale Monte Grappa 7 e pulsa di un design fatto di marmi e bronzi: senza dubbio un lusso che però non esclude il lusso più grande, che è quello di sentirsi proprio come a casa grazie al calore di Enzo Politelli e del suo staff.

Da bere non c’è affatto acqua salata ma i drink internazionali di Paolo Viola, bartender pluripremiato e che ha alle spalle un’esperienza 100% british al Ritz Hotel di Londra – un giovane capace di farvi bere il giro del mondo: i cocktail in carta assomigliano un po’ a quelle valigie cariche di souvenir quando si è tornati da un viaggio. Ogni bicchiere infatti contiene un ingrediente che lega Milano alle altre grandi metropoli. Drink raffinati, minimali, molto spesso arricchiti da petali di fiori, elementi commestibili o cannucce che alla vista divertono, sono accostati a piccole tapas di pesce crudo preparate a vista. Nell’area riservata al cocktail bar, oltre al bancone – regno assoluto della mixology – si colloca una vetrina con scampi, gamberi, ostriche e astici – merce di sicuro non a saldo ma che vale la pena abbinare a uno dei signature drink di Viola.

Quando la qualità è eccellente solitamente è nuda e il crudo cocktail bar di Terrazza Calabritto ne è una garanzia. Il ristorante è un perfetto richiamo alla versione marina di uno spaghetto aglio, olio e peperoncino o a una mozzarella ripiena di tartare di tonno. Insomma, mangiare per credere.

Senza dimenticarci di suonare il campanello, perché in fondo siamo a casa.

 

 



Potrebbe interessarti anche