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Savini Milano 1867: la nuova voce di Maria Callas

Giorgia Giuliano
24 Settembre 2019

Il Savini così non s’è mai visto. Ha 152 anni e un viso senza rughe. Un’insegna che dal 1867 si illumina e si spegne e che adesso più che mai accoglie. Il celebre ristorante milanese che i (più) celebri hanno frequentato – da Alfred Hitchcock a Tommaso Marinetti, fino a Giuseppe Verdi – guarda alla gente in maniera trasversale e vocifera ai più giovani di una “Callas mai vista”.

Per tutta l’estate 2019 il Savini ha intonato il canto della grande soprano in diversi palcoscenici, a partire da quello del beverage, ricreandone un drink a lei ispirato: “La Divina”, in collaborazione con Amaro Ramazzotti. Un forte legame quello tra la Callas e il Savini, quest’ultimo visto quasi come il tetto di una casa che tutela e rifugia.

Un tetto che fino al prossimo lunedì 30 settembre 2019 ospiterà un altro omaggio alla donna di cui non si può che essere ingordi: lo stilista Daniele Calcaterra aderisce al progetto “Callas Mai vista –Maria re-interpreta Medea” e reinterpreta a sua volta, coi tessuti e con gli ori, i toni scuri, i colli alti, i gioielli pesanti, la figura mitologica di Pasolini incarnata con bellezza e (gran) voce da Maria Callas. Presso la Sale delle Prime collocata al primo piano del ristorante, sarà possibile a tutti ammirare tale installazione nata in pieno carpe diem con Vogue for Milano 2019. Due abiti, gemelli contrapposti e contrapposizione che combacia: il primo interamente color oro a simbolo della femminilità e del fascino di Medea e il secondo tutto in tessuto nero, ad indicare la parte più buia e crudele del suo animo.

Maria Callas dona così voce al Savini di Milano che, sotto la Galleria Vittorio Emanuele, vanta una eco che ci si ferma ad ascoltare un po’ come si fa con lo splendido soffitto. Nella giornata di domenica 29 settembre, il Savini avrà il piacere di raccontare la storia d’amore tra la Callas e Aristotele: un amore d’immagini e per immagini, proiettate sotto il titolo de “La crociera dell’amore sul Christina”.

Savini fa del ricordo pura celebrazione. Ed è elegante e multiforme.



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